
Sicurezza
Ricordo una prima lezione frequentata ad un corso di laurea sulla sicurezza internazionale a Lyon (France) in cui il prof faceva un parallelo tra il corpo umano, le malattie e la sicurezza di uno Stato in generale. Citava sintomi e malattie, e altre cose interessanti. Capire da dove viene il tuo male.
Io, più vado avanti con la tesi, più temo per il mio pc.
Perciò, come una mamma con il suo figlioletto ("mettiti la canottiera"), provo a seguire il dodecalogo di Attivissimo.
Al momento uso Firefox, ho un paio di firewall (uno è questo qui), due antivirus (questo e questo: il primo mi trova 3-4 virus a settimana; l'altro stasera mi ha messo in quarantena 280 files!). E non ho mai scaricato la posta in vita mia.
Eppure sappiamo tutti che non si è mai completamente al sicuro. Le analisi sono le più diverse.
Leggo ma non mi bastano. Che fare? Chiudersi?
Lascio scorrere le note di Generale Kamikaze
"Mi hanno scelto mi hanno detto
Sì, sei tu l'uomo perfetto
E nel cuore per odiare
Ho un detonatore
è questione di ore (...)
Sei per me l'uomo perfetto
Con l'amore puoi provare
A disinnescare... E non detonare.
Convivenza con pazienza e ogni giorno
La speranza di pregare un amore universale"
Attesa
Ora comincia l'attesa di notizie, sperando che stian tutti bene: ho un'amica arrivata a Londra domenica per un corso di inglese ed una famiglia giovane che vive in periferia e lavora nella City (mamma e papà sui 30anni, 2 figli di 5 e 2 anni ed un terzo in arrivo) e che lo scorso anno mi hanno ospitato qualche giorno.
Speriamo fossero tutti a casa questa mattina, in ritardo. Oppure già al lavoro. Oppure su altre linee della metro.
Oppure...basta che stian bene.
Aggiornamento
La mia amica sta bene: un minuto prima era là. Telefoni bloccati, è riuscita a scrivermi via mail. Ora devo riuscire ad avvertire a casa sua (che sua mamma non usa la posta elettronica - riuscirò a rintracciarla?)
Sottovoce
Ieri ho ricevuto queste poche parole che fanno seguito ad una chiacchierata di giovedì sul referendum. Ve le riporto, sperando che la persona che me le ha scritte non capiti qui. Ma mi son piaciute e vanno divulgate.
Per il resto, credo sia giusto far silenzio ora. Buone scelte.
"Referendum. Ieri non te l'ho detto, ma, al di là di chi a gran voce sbandiera "sì, no o astensione", mi conforta leggere nei cuori di chi sottovoce rivela la propria posizione un anelito di vita, la difesa della vita come dono sacro.
E' con questo spirito che ho operato la mia scelta, nella speranza di essere in qualche modo strumento di Dio e non strumentale ai capricci della mia Chiesa."
Oggi il fronte delle biotecnologie e la questione della brevettabilità sono veramente il grimaldello per concentrare il controllo sulla vita in poche mani, che per di più sono economico-industriali. Chi è sensibile alla difesa della vita ha il dovere di impegnarsi su questo fronte decisivo. Una volta che la vita umana sia considerata e dichiarata fungibile, quindi scambiabile e pagabile, diventa difficile capire dov'è il limite. La Chiesa, come altri fedi, su questo tema ha una sensibilità particolare. Se si apre la strada del trattamento genetico diventerà via via più difficile fissare un limite. È un po' come la storia della bomba atomica; una volta che c'è, è difficile che poi non venga usata.
Alex Langer, 1994
oggi su Avvenire
Sempre nello stesso articolo:
«Alex ha anticipato di 15 anni i rischi delle manipolazioni genetiche», spiega Paolo Sorbi, anche lui ex militante di Lotta continua e autore del famoso «Controquaresimale» nel duomo di Trento. «Ricordo i dialoghi di quegli anni con Alex. Parlava della necessità di una cultura del limite e collegava il tema della bioetica con le deva stazioni della natura. Posso dire che rappresentava l'ala etica di Lotta continua. Anzi, oggi direi l'ala bioetica. Non c'è quindi da meravigliarsi se fu tra i firmatari e più convinti sostenitori del documento in sostegno del cardinal Ratzinger e delle sue prese di posizioni contro la sperimentazione sugli embrioni e la fecondazione artificiale».
Mi pare che questi referendum esprimano l'idea di una maternità e di una paternità come risposta a bisogni della coppia o degli adulti. Ma una società costruita sulla soddisfazione individualistica di domande soggettive; una società che non abbia punti di riferimento forti — e la vita mi sembra il primo, fondamentale, generativo di tutti gli altri — si incammini verso una civiltà decadente, incapace di grandi orizzonti; una civiltà che nel ripiegamento su bisogni soggettivi dice la sua sterilità e la sua incapacità di generare speranze per nessuno, tanto meno per le giovani generazioni.
Mi fa paura una civiltà in cui per rispondere ai bisogni di qualcuno — anche a bisogni buoni e legittimi, come quello della maternità — si possa pensare di violare e usare la vita.
Sono cattolica; per me il valore della vita è sacro ed è dono davanti a cui non finisco di stupirmi. Ma penso che anche senza la fede che professo avrei questo senso della vita come valore e come limite invalicabile. Difendo il valore della vita semplicemente come donna, perché penso che sia il patrimonio più laico che esista, quello che accomuna tutti come donne e come uomini. La difesa della vita è per i credenti di tutte le religioni e per i laici la sfida che potrebbe vederli insieme: e questo sarebbe veramente un motivo per guardare con fiducia alla società di domani.
Paola Bignardi
Già presidente Azione Cattolica Italiana
sul Corriere
Referendum: che ne sarà di noi?
Giorni decivisi questi per il futuro. Non parlo del prossimo giugno (ne parlerò un'altra volta), parlo dell'Europa: domani referendum sulla costituzione europea in Francia, la settimana prossima in Olanda (la Germania l'ha ratificata in questi giorni). Mentre per Italia e Portogallo si profilano procedure sul piano economico. Mentre la Turchia sta cambiando il proprio codice penale (via Le Monde: sui giornali italiani non ho trovato tal notizia). Mentre c'è stato l'Eurofestival, ma noi non sappiamo neanche che sia.
Mi chiedo se, ad un anno da tutte le cerimonie sull'allargamento, della nostra Europa ci interessi qualcosa, se ne capiamo l'importanza nel bene e nel male.
A proposito di Le Monde: il giornale francese ha ogni giorno una o due pagine interamente dedicate all'Europa, oltre a quelle dedicate ad uno sguardo internazionale. C'è qualche giornale italiano che fa altrettanto? Se qualcuno ne conosce, mi faccia sapere.
Post tecnico
Ho aggiunto i feeds nella colonna laterale.
Devo decidermi a scaricarmi la BlogBar (anzi, la MozBlogBar), qualcuno la usa? si trova bene?
Con-clave
Pochi minuti al via. La mia curiosità più grande:
cosa diranno i giornalisti dopo ogni fumata nera, soprattutto se i giorni si prolungheranno.
Finalmente non avran più scuse: saranno discorsi...fumosi!
Un paio di siti interessati:
- all'inseguimento del cardinal perduto: ovvero tutto quello che dichiarano
- Catholic insider: un prete olandese che gira con il suo ipod-casting (o come si chiama) per le vie di Roma.
Lo uso come corso di ecclesial-english on line!
Lo voglio anch'io.
Tra qualche giorno sarà disponibile l'aggiornamento
lo installo sul blog.
Così saprò da dove venite.
E' il geolocalizzatore.
about me
io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza
Etty Hillesum, 1943
perché
"artisan de paix"?
sul comodino
Etty Hillesum, Diario 1941-1943
sulla scrivania
Amos Oz, Contro il fanatismo
in borsa
Carretto - Balducci,
La santità della povera gente