artisan de paix

L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità

lunedì, 06 giugno 2005

Perché "artisan de paix"?






















Il Vangelo di oggi è Mt 5, 1-12, le Beatitudini, quale giorno migliore per poter spiegare il nome del mio blog? Qualcuno mi ha fatto (giustamente) notare che è un po' superbo arrogarsi questa definizione, volersi far chiamare così. Ma esso non vuol essere una definizione che mi contraddistingua, ma un'aspirazione, una meta cui tendere.
Verso l'alto
, direbbe Frassati.

Tutto è nato leggendo la Bibbia di Gerusalemme in francese, quando vivevo a Lyon: sono rimasta affascinata dalla traduzione di "operatori di pace" resa con "artisan de paix", appunto.
Perché artigiani rende la bellezza e la fatica di mettersi a servizio, rende l'infinita pazienza (di Dio) di un lavoro piccolo piccolo, di un fare e di un disfare.

Aggiunta: in un'altra versione francese e in questa foto in inglese, ho trovato "perché sarete chiamati enfants/children di Dio". E' una cosa stupenda: enfants e children vogliono dire sia figli che bambini.

Foto: un mio amico ha chiamato queste  mie foto "la scala verso la santità". Si tratta della scalinata davanti alla Chiesa di Ibilin, in Galilea, nord d'Israele. Ci sono le Beatitudini in 4 lingue: inglese, francese, arabo ed ebraico. Immag
inate la scena: era il giorno dell'inaugurazione, tutti che si affrettano a salire, un sacco di gente e la sottoscritta, calma calma (anzi: pacifica!) che macchinetta in mano aspetta che non ci sia nessuno per poter scattare le foto...
Alcune altre foto che ho scattato le potete guardare qui

Postato da: etty a 16:58 | link | commenti (2)
perche, aquiloni, miaterrasanta, paroladelsignore

 

about me

io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza

Etty Hillesum, 1943

perché
"artisan de paix"?

storia del mio viaggio in Terra Santa

questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole

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"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)

sul comodino

Etty Hillesum, Diario 1941-1943

sulla scrivania

Amos Oz, Contro il fanatismo

in borsa

Carretto - Balducci,
La santità della povera gente

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