Diritto ed immigrazione per non vedenti / 3
Decreto flussi 2007: ritenta sarai più fortunato.

Parola magica: decreto flussi. Nonché quote, nulla osta, autorizzazione al lavoro.
Sono pronta per l'assalto di questo pomeriggio quando debutterò come consulente per l'immigrazione davanti ad una quindicina di operatori di sportello.
L'assalto sarà dovuto visto che le domande che mi verranno fatte saranno senza risposta.
Premessa: sento spesso dire "gli immigrati non vogliono mettersi in regola". Personalmente, non ne ho ancora incontrato uno.
Credo sia più corretto dire "gli immigrati non possono mettersi in regola".
Tecnicamente la prima assunzione deve essere fatta dall'estero ovvero stando alla lettera della norma il datore di lavoro assume l'extracomunitario residente all'estero, con nome e cognome, senza conoscerlo ed impiegherà mediamente dai 12 ai 18 mesi per completare l'assunzione.
Il modello organizzativo è quello vigente per gli italiani negli anni '80 e '90 quando era necessaria un'autorizzazione al lavoro per essere assunti, con la particolarità che le quote sono definite (nel decreto flussi, appunto) e finiscono in pochi minuti.

Come scontentare tutti:
- i datori di lavoro perché è di fatto impossibile assumere un lavoratore (e per alcune maestranze di italiani non ce ne sono più)
- gli immigrati perché un permesso di soggiorno è un certificato di stato in vita
- Inps e quant'altro perché 12-18 mesi per l'assunzione significa perdere un bel po' di contributi
Modelli alternativi?
Fatto salvo la regolarizzazione - che dovrebbe essere l'eccezione ed invece in Italia è diventata la regola - non se ne vedono. Non conosco neppure studi che propongano modelli alternativi, al di là di timide proposte di liste e corsi di italiano nei consolati.
Quanto al prossimo decreto flussi, l'attuale governo ha optato per il gioco delle 3 scimmiette: non vedo, non sento, non parlo.
L'ultimo decreto flussi (marzo 2006) è noto all'opinione pubblica per le file notturne di immigrati clandestini davanti alle Poste e le forze dell'ordine che avevano ricevuto l'ordine di non intervenire (niente espulsioni, nessun controllo, al massimo qualche transenna per evitare risse). Tutti sapevano e facevano finta di non vedere.
Il prossimo decreto flussi quindi verrà fatto via internet "anche con il computer di casa". Così nessuno vedrà le code alle Poste. Perché oggigiorno ciò che non si vede non esiste. Geniale.
Ancora mi chiedo però se al Ministero dell'Interno non siano impazziti.
Non m'intendo di pc, ma mi chiedo quale mega-server possa supportare 400 mila pc che si connettono nello stesso istante. Mi pare una procedura pensata per fallire.
E se qualche ministeriale passasse di qui con la ricerca Google per le prossime parole che sto per scrivere, risponda anche alla domanda: non è che un hacker potrebbe approffittare della situazione ed entrare nel Ministero dell'Interno?
E simulare un attacco terroristico?
D'altra parte in futuro non esisteranno più scioperi, discese in piazza e quant'altro, ma si organizzeranno strike - on - the - net: ci si connetterà nello stesso istante, anche stando comodamente al lavoro, al server del malcapitato datore di lavoro od istituzione verso cui s'intende protestare, crashando il server e danneggiando l'home page.
Diritto ed immigrazione per non vedenti / 2
High skilled migrant
Un'altra questione strettamente legata al post precedente è la caccia agli immigrati qualificati.
Timidamente a livello europeo si stanno affacciando politiche volte a favorire l'ingresso di persone altamente qualificate.
L'inghilterra in primis, ma anche la Germania sta lavorando su questo punto.
L'Italia?
Sta recependo la direttiva europea che prevede agevolazioni burocratiche per ricercatori e personale altamente qualificato (conosco una grossa impresa della mia città, leader europeo nel suo settore, che ha rinunciato ad assumere un ingegnere australiano perché non vuole neanche cimentarsi tra gli uffici), ma non esiste una vera e propria politica in tal senso.
D'altra parte, è risaputo che sono troppi i giovani ricercatori che scappano all'estero e che le politiche di rientro per "cervelli in fuga" stentano a trovar fiducia.
A meno che tu non vinca il Premio Nobel o non sia Federico Faggin dopo l'invenzione del microchip.
Ma se l'economia di mercato italiana non punta sulla qualità, sulle proprie risorse umane, quando anche l'ultima filiale sarà stata delocalizzata in Cina e nella sede operativa italiana saranno rimasti solo laureandi o neolaureati in stage perenne e non esisteranno più consumatori ma disoccupati dequalificati, a quel punto che cosa ci inventeremo?
Diritto ed immigrazione per non vedenti
Mi capita spesso che persone al di fuori dei mondi del diritto e dell'immigrazione mi pongano domande su come si ottiene un permesso di soggiorno et alia oppure di ascoltare animate discussioni sui clandestini che rubano, strupano e spacciano droga.
Perché allora non buttar giù alcune considerazioni con linguaggio non giuridico, mi son detta poco fa, dopo aver parlato al telefono con una badante moldava, clandestina da 8 anni in Italia e giornalista nel suo Paese, il più povero d'Europa.
Considerazioni economiche:
(fonte principale: summer school a Bruxelles su diritto, asilo ed immigrazione , estate 2006)
- le statistiche della Commissione Europea dichiarano che abbiamo urgente bisogno di 25 milioni di immigrati in tutta l'UE per sostenere il nostro sistema Welfare
- abbiamo bisogno di manodopera e pure di persone che alzino il nostro tasso di natalità
- lavoratori in regola = contributi previdenziali per chi è già in pensione
- per ottenere questo è necessario che i governi rilascino molti più permessi di soggiorno per lavoro di quello che attualmente fanno
Considerazione politica:
- i governi non ci pensano proprio: che direbbero l'opposizione e l'opinione pubblica di fronte ad una politica che favorisca l'ingresso di nuovi stranieri? e che direbbero gli elettori disoccupati e senza lavoro di fronte alla concorrenza di chi è disposto a fare lavori più umili e meno pagati?
Sarei finita in Sudafrica
Ieri sera al Centro Abramo, sportello di consulenza legale per immigrati.
Si presenta una mamma della Costa d'Avorio e racconta la storia di sua figlia.
Era dal 2005 che la procedura di ricongiungimento era in corso, non si riusciva ad ottenere il visto d'ingresso all'Ambasciata, nonostante l'esame del DNA e quello del polso* avessero confermato che fosse sua figlia e minore di 18 anni.
La ragazza ha ormai 16 anni e rimane incinta. Tenta di abortire, la zia la caccia di casa.
"E poi?"
"Ora è qui"
"Come?"
"E' arrivata da sola. Ha partorito il mese scorso"
Una ragazza ivoriana di 16 anni incinta che arriva da sola dalla Costa d'Avorio all'Italia passando per la Spagna. Senza documenti.
Come ha fatto? Chi ha incontrato lungo la strada? Come funzionano le rotte senza mappamondi? Cosa avrà pensato la sua famiglia in quei mesi?
Il permesso di soggiorno dovrebbero darglielo solo per esser ancora viva.
Sarei finita in Sudafrica, io.
* "l'esame del polso", come lo chiamiamo in gergo, è l'esame all'osso per stabilire l'età. Alcune Ambasciate lo usano per stabilire se il figlio in questione è minorenne o meno. Per il mondo scientifico non è un metodo certo ed attendibile, per la Cassazione invece sì.
P R O B L E M A di M A T E M A T I C A
La maestra detta a Pierino il seguente problema:
"In un paese chiamato Bel, Gov.it ha fatto un accordo con Postale: da dicembre 2006, il rinnovo di permesso di soggiorno sarà fatto obbligatoriamente con il sistema di Postale.
Per ogni rinnovo Postale riceverà € 30.
Nei primi 6 mesi sono state fatte 570.361 domande di rinnovo di permesso di soggiorno.
Se ogni giorno, sono fatti 280 permessi in tutto Bel, quanti giorni lavorativi occorreranno per completare il rinnovo di tutti i permessi?
E se per ogni anno, si lavorasse 300 giorni, quanti anni ci vorrebbero?
Calcola quanto guadagnerà Postale.
D A T I
€ 30 per ogni rinnovo
570.361 domande di rinnovo
280 al giorno
300 giorni lavorativi ogni anno
S V O L G I M E N T O
570.361 / 280 = 2.037
2.037 / 300 = 6,79
570.361 X 30 = 11.110.830
R I S P O S T E
Occorreranno 2037 giorni lavorativi ovvero 6,79 anni.
Postale ha già guadagnato 11 milioni di euro."
I dati sopra riportati provengono da fonti attendibili e sono relativi ai soli primi 6 mesi di vita del sistema postale per il rinnovo del permesso di soggiorno. Non sono dati inventati.
Ogni permesso ha durata dai 6 mesi ai 2 anni, quindi è presumibile che nei prossimi 6 mesi venga chiesto il rinnovo di un altro mezzo milioni di permessi di soggiorno.
Tra poco più di un anno e mezzo, nel paese di Bel, nessuno extracomunitario avrà più un permesso di soggiorno ma solo la ricevuta di Postale.
Aveva proprio ragione la persona con cui ho parlato la settimana scorsa: "questi qui vengono qui ed approfittano del nostro sistema".
Ma quali altri abitanti di quale altro paese di quale altro mondo si costruiscono un sistema talmente assurdo?
L'integrazione subalterna
1 giugno 2007, bevo un caffé con un "bravo cristiano":
"perché vedi, te lo spiego io: questi qui vengono qui ed usano i nostri diritti: nei loro paesi, mica hanno tutte le possibilità che ci sono qui. E tutte le cause di lavoro che fanno che mi racconti... stanno minando il sistema"
"[L’]incontro tra società (ed economia) italiana e popolazioni immigrate tende ad assumere la forma dell’integrazione subalterna: gli immigrati sono accettati se si accontentano docilmente degli ultimi posti, dei lavori rifiutati dagli italiani così come delle abitazioni fatiscenti e abbandonate, senza rivendicare nulla di più e senza neppure aspirare, segnatamente nel lavoro dipendente, a posizioni che possano mettere in discussione la supremazia della popolazione autoctona."
Un marito, due figli ed uno in arrivo questo mese.
I modi gentili, l'abbigliamento semplice e pulito.
Si apre e mi racconta le sue difficoltà: non riesce a pagare l'affitto da 7 mesi, il permesso di soggiorno e tutto il resto.

Ma perché ho scelto di intraprendere la professione forense in questo settore? Perché non scegliere qualcosa di più asettico come il campo bancario-creditizio oppure il societario? Dove non incontri le persone ma solo persone giuridiche, capitali investiti, rami d'azienda trasferiti? Al massimo un contratto d'appalto poco chiaro. Potrei cominciare a prendere qualcosa, pensare al mio futuro. Sistemarmi.
Me lo sento ripetere almeno una volta a settimana, da amici o conoscenti*.
Dalla mia famiglia no, loro hanno capito. Che non sarei felice altrimenti.
Anche se si sta male, ti bruciano gli occhi perché non puoi fare niente.
* avrei risposte pronte, argomenti intelligenti, grafici di prospettive, bilanci di previsione. Ma ormai non dico più nulla. Guardo negli occhi e penso a quanto tempo ci perdiamo dentro domande inutili. Lo so benissimo che nel settore immigrazione non farò i soldi, ma non credo sia difficile arrivarci senza chiedermelo...
Cicugeo
Venerdì scorso a pranzo:
un'italiana (oltre a me)
un'egiziana
una sudanese
Poi, al momento del caffé, è arrivata un'equadoregna che ha tre figli (di cui uno adottata) ed attualmente ospita in casa una ragazza filippina di 24 anni mamma da 6 mesi e la madre della ragazza, anch'essa filippina.
"Perché c'è spazio e questa ragazza aveva bisogno"
C'era un senso di maternità nei discorsi che non riesco a descrivere.
Il papà del baby di 6 mesi è italiano, ma non ha riconosciuto il figlio (e quindi il figlio attualmente è solo cittadino filippino)
Ho spiegato all'equadoregna in ordine sparso:
cittadinanza italiana, riconoscimento del figlio, esame del DNA, obbligo al sostentamento, gratuito patrocinio, potestà genitoriale e disaccordo tra i coniugi, giudice tutelare.
La giovane mamma filippina non vuole niente di tutto questo,
ed io mi chiedo se ho fatto bene a spiegare,
se non abbia aggiunto pensieri e preoccupazioni a chi ne ha già a sufficienza.
Era come se la giustizia non fosse nel "riconoscimento di diritti" che spiegavo, ma in quel "vuoto a perdere".
Quello dell'accoglienza della signora equadoregna verso la ragazza filippina
quello della ragazza filippina verso la vita che nasce
quello della ragazza sudanese, suora novizia, che racconta la sua chiamata
quello dell'italiana che racconta del sole di Betlemme (e non ero io quell'italiana!)
Poi la signora equadoregna ha sciolto il mio nodo:
"ora la giovane madre è arrabbiata con il padre italiano fuggito all'estero pur di non farsi sentire. E lei non vuole che lui riconosca il figlio perché ha paura che glielo porti via o che non le permetta di portarlo nelle Filippine. Ma il figlio un giorno vorrà sapere chi è suo padre."
La vita è un diritto od un dono?
Se è un diritto, allora ho diritto di decidere quando vivere e quando morire, ho diritto di non essere limitata dalle scelte degli altri.
Quando è un dono, non è tua, non la possiedi.
Sei tu che appartieni a lei.
Foto Carutapera
Un lunedì di routine
Due settimane intense, tra la mostra fotografica di cui sotto, gli impegni in associazione e tante altre cose.
Spero di tornare a scrivere con calma, alcune impressioni ed anche alcune accuse che ho ricevuto via posta.
Nel frattempo stamattina, finalmente un lunedì mattina tranquillo, di quelli di solita routine direi. Una raccomandata sul mio tavolo: una controparte che diffida a ritirare l'incresciosa accusa di discriminazione razziale sollevata nel corso della controversia di lavoro.
Entro 5 giorni o ci becchiamo una querela.
Che dire? Avevo un fascicolo di cui preparare un ricorso, mi sono studiata la corrispondenza ed io ho visto una discriminazione. A dire il vero mi pareva proprio palese. Ed anche alla mia avvocata a cui ho esposto il caso ed ha firmato la richiesta di conciliazione obbligatoria. Controparte in tutta risposta ha perfino allegato per la seconda volta i documenti che per lei sono a suo favore, e per me dimostrano la sua responsabilità.
Ci sarà da ridere pesante: a quanto si riuscirà ad arrivare in trattativa?
Ci sarà da piangere: la discriminazione è proprio trasparente.
Lui è in Italia da 18 anni. 5 figli nati e vissuti sempre qui.
Ora ha chiesto la cittadinanza e tra la documentazione serve anche la dichiarazione dei redditi degli ultimi 3 anni.
Lui, lavoratore autonomo, due anni fa ha avuto un anno nero rispetto agli altri.
Chiede a me se un anno negativo preclude la possibilità di ottenere la cittadinanza, visto che gli altri è sempre andato bene.
Io nella mia totale ingenuità e ancora incapace di capire che sarei quella che dà le risposte, non altre domande, dico
"Ma per diventare italiani bisogna non essere poveri?"
La sua espressione era chiara e muta: "c*zz* me lo chiedi a me che sei tu l'italiana ed io no?"