artisan de paix

L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità

mercoledì, 23 maggio 2007

Verdurando

Pausapranzo di mercoledì è dedicata a "Verdurando", il piccolo supermercato che ogni mercoledì ti vende tutta la frutta e verdura ad 1 euro al kilo.

Purtroppo oggi eran già finite le ciliege.

Postato da: etty a 19:06 | link | commenti (1)
pausapranzo

mercoledì, 21 marzo 2007

la ricerca del caffé perfetto
Il primo obiettivo di lavorare in una nuova città è stata la ricerca del caffé perfetto: tempo di attesa per ordinare, tempo di attesa per esser serviti, tazze e cucchiaino, stile nel servizio, arredamento del bar, varietà possibile (corto, lungo, espresso, macchiato, macchiatone, macchiato in tazza grande, cappuccino, marocchino, amaretto, corretto...), aroma, rapporto caffé-latte-schiuma...
Insomma, mi ero messa in testa che l'avrei trovato il caffé perfetto.
Ogni giorno un solo caffé dopo pranzo, distrattamente ordino ed osservo.
Esiste il caffé perfetto? oppure non esiste un caffé perfetto ed il solo caffé che posso trovare è il caffé soggettivamente perfetto? Oppure esiste la ricerca infinita del caffé perfetto e come tale mai avrà fine ed io non sarò mai sicura che il caffé che ho trovato sia quello perfetto?
Di certo posso dire che esiste il caffé lento.
Sta qui sotto all'angolo, vicino al semaforo pedonale lento.
Bar piccolo e quasi vuoto, puoi metterci anche più di 10 minuti per un caffé.
Pareti di cioccolata antica e di qualità nonché mille e una grappa
E' impensabile come in uno dei punti di maggior traffico di una città metropoli del nord, dove nei miei peggiori incubi immagino di venir investita per non aver attraversato in tempo con il semaforo verde, possa esistere una tale oasi di lentezza.
Da un paio di settimane è iniziata la ricerca del gelato perfetto...

Postato da: etty a 13:52 | link | commenti (3)
pausapranzo

mercoledì, 28 febbraio 2007

Mi manca solo il segnalibro
Meta preferita di pausapranzo non può che esser la libreria.
Come racconto a qualche amico, cosa vuoi che ci sia di meglio di entrare, leggere e poi rimettere il libro al proprio posto prima di uscire?
- perché non vai in biblioteca, esistono per questo
- perché vuoi mettere la bellezza di un libro nuovo. Non mi vorrai dire che è la stessa cosa provare un vestito nuovo od uno usato, no?
- mah, ti manca solo il segnalibro
 
Con grande scandalo di qualcuno, quale libreria si potrà mai frequentare che faccia orario continuato, che sia sufficientemente simile ad un supermercato dove poter prendere i libri impilati come barattoli di pomodori e che abbia anche i divanetti in fondo per stare comodamente seduti senza che nessuno ti disturbi?
Già, la catena libraria con logo biancorosso, carta biancorossa e sconti biancorossi. E scheda raccogli punti da supermercato blu.
Il primo mese mi sono impegnata: poesie di Alda Merini, un testo di Agota Kristof. Addirittura prendevo in mano T.S. Eliott e C.L. Lewis (Carl Lewis, come lo chiamo io)
No, non si può.
Ci vuole qualcosa di leggero, vago, che ti permetta di svuotarti come solo un serial tv americano sa fare (e su questo serve un post a parte). Appunto, una libro-pop americano: il diavolo veste Prada, 416 pagine.
Pile e pile di libri nella sezione "bestseller" mi davano la garanzia che avrei fatto in tempo a leggerlo prima che esaurissero le scorte.
Una volta alla settimana è diventato il momento catartico: i pensieri-sfogo di una neolaureata a cui si chiede competenze da esperto del settore, orari-flessibili, retribuzione in formato "il posto dove sei...sai cosa darebbero altri per essere lì?" (più e più volte ripetuto nel libro).
Tutto perfetto, tranne un po' la vergogna di mettersi a leggere un libro così leggero per settimane (la vergogna che mi ci volesse così tanto)
Ieri gli ultimi capitoli, mancavano poche decine di pagine, una pausapranzo appena.
Solo che non trovavo più la pila di libri: possibile l'avessero rispedita tutta indietro? Neanche una copia di riserva? Mi toccava ordinarlo?
Ero sul punto di cedere e chiedere alla commessa-attacca-etichette-metti-fascette dove diavolo fosse finito.
Semplicemente era stato spostato, messo ai margini di "bestseller" e pronto a passare a "classic". E' un libro che farà strada, me lo sento.
ps peccato per il finale, così scontato: quale mai può essere il licenziamento da sogno di una neolaureata? quello per insubordinazione, ovviamente...

Postato da: etty a 13:56 | link | commenti (2)
pausapranzo

martedì, 27 febbraio 2007

non sai cosa fare a pranzo?
non vuoi rimanere in ufficio (troppo alto è il rischio di continuare a lavorare) ma non fai in tempo a tornare a casa a pranzare?
lavori in una città per te sconosciuta?
pausapranzo è la nuova rubrica su questo blog che fa per te

Postato da: etty a 19:38 | link | commenti
pausapranzo

 

about me

io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza

Etty Hillesum, 1943

perché
"artisan de paix"?

storia del mio viaggio in Terra Santa

questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole

leggi i racconti dalla Terra Santa

guarda le foto

"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)

sul comodino

Etty Hillesum, Diario 1941-1943

sulla scrivania

Amos Oz, Contro il fanatismo

in borsa

Carretto - Balducci,
La santità della povera gente

piccola libreria random

Ti ascolto

Feeds