artisan de paix

L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità

mercoledì, 03 gennaio 2007


Come la cerva tende ai corsi d'acqua,

così l'anima mia si distende a te, o Dio.
L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente:
quando verrò e vedrò il volto di Dio?


Le lacrime sono mio pane giorno e notte,
mentre mi dicono sempre "Dove è il tuo Dio?"

Questo io ricordo, e il mio cuore si strugge:
attraverso la folla avanzavo tra i primi
fino alla casa di Dio,
in mezzo ai canti di gioia
di una moltitudine in festa.

Perché ti rattristi, anima mia,
perché su di me gemi?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.
foto di Giacomo Viali - Ein Avdat - Terra del Santo, agosto 2006

Postato da: etty a 18:54 | link | commenti (1)
diariodiviaggio, miaterrasanta, paroladelsignore

martedì, 19 luglio 2005

Ma la fede è utile?/4

“Ma quello che poteva essere per me un guadagno, l’ho considerato una perdita a motivo di Cristo Anzi, tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui, non con una mia giustizia derivante dalla legge, ma con quella che deriva dalla fede in Cristo, cioè con la giustizia che deriva da Dio, basata sulla fede.”

Postato da: etty a 00:34 | link | commenti
paroladelsignore, inutilefede

lunedì, 06 giugno 2005

Perché "artisan de paix"?






















Il Vangelo di oggi è Mt 5, 1-12, le Beatitudini, quale giorno migliore per poter spiegare il nome del mio blog? Qualcuno mi ha fatto (giustamente) notare che è un po' superbo arrogarsi questa definizione, volersi far chiamare così. Ma esso non vuol essere una definizione che mi contraddistingua, ma un'aspirazione, una meta cui tendere.
Verso l'alto
, direbbe Frassati.

Tutto è nato leggendo la Bibbia di Gerusalemme in francese, quando vivevo a Lyon: sono rimasta affascinata dalla traduzione di "operatori di pace" resa con "artisan de paix", appunto.
Perché artigiani rende la bellezza e la fatica di mettersi a servizio, rende l'infinita pazienza (di Dio) di un lavoro piccolo piccolo, di un fare e di un disfare.

Aggiunta: in un'altra versione francese e in questa foto in inglese, ho trovato "perché sarete chiamati enfants/children di Dio". E' una cosa stupenda: enfants e children vogliono dire sia figli che bambini.

Foto: un mio amico ha chiamato queste  mie foto "la scala verso la santità". Si tratta della scalinata davanti alla Chiesa di Ibilin, in Galilea, nord d'Israele. Ci sono le Beatitudini in 4 lingue: inglese, francese, arabo ed ebraico. Immag
inate la scena: era il giorno dell'inaugurazione, tutti che si affrettano a salire, un sacco di gente e la sottoscritta, calma calma (anzi: pacifica!) che macchinetta in mano aspetta che non ci sia nessuno per poter scattare le foto...
Alcune altre foto che ho scattato le potete guardare qui

Postato da: etty a 16:58 | link | commenti (2)
perche, aquiloni, miaterrasanta, paroladelsignore

martedì, 12 aprile 2005

“Ahimè, Signore Dio,

ecco io non so parlare,

perché sono giovane”.

Ma il Signore mi disse:
“Non dire: Sono giovane,

ma và da coloro a cui ti manderò 

e annunzia ciò che io ti ordinerò."

 

“Che cosa vedi? ”.

Risposi: “Vedo un ramo di mandorlo”.

Il Signore soggiunse: “Hai visto bene,
poiché io vigilo sulla mia parola per realizzarla”.

 

In ebraico c’è un gioco intraducibile di parole tra mandorlo (shaqued) e io vigilo (shoqued).
L’immagine del mandorlo, che attende la primavera per essere il primo a fiorire evoca qui il “vigilante”, il Dio che sempre veglia per realizzare la sua parola

Postato da: etty a 14:05 | link | commenti (1)
piccolipensieri, paroladelsignore

 

about me

io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza

Etty Hillesum, 1943

perché
"artisan de paix"?

storia del mio viaggio in Terra Santa

questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole

leggi i racconti dalla Terra Santa

guarda le foto

"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)

sul comodino

Etty Hillesum, Diario 1941-1943

sulla scrivania

Amos Oz, Contro il fanatismo

in borsa

Carretto - Balducci,
La santità della povera gente

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