
Come la cerva tende ai corsi d'acqua,
così l'anima mia si distende a te, o Dio.
L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente:
quando verrò e vedrò il volto di Dio?
Le lacrime sono mio pane giorno e notte,
mentre mi dicono sempre "Dove è il tuo Dio?"
Questo io ricordo, e il mio cuore si strugge:
attraverso la folla avanzavo tra i primi
fino alla casa di Dio,
in mezzo ai canti di gioia
di una moltitudine in festa.
Perché ti rattristi, anima mia,
perché su di me gemi?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.

foto di Giacomo Viali - Ein Avdat - Terra del Santo, agosto 2006
Ma la fede è utile?/4
“Ma quello che poteva essere per me un guadagno, l’ho considerato una perdita a motivo di Cristo Anzi, tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui, non con una mia giustizia derivante dalla legge, ma con quella che deriva dalla fede in Cristo, cioè con la giustizia che deriva da Dio, basata sulla fede.”
Perché "artisan de paix"?

Il Vangelo di oggi è Mt 5, 1-12, le Beatitudini, quale giorno migliore per poter spiegare il nome del mio blog? Qualcuno mi ha fatto (giustamente) notare che è un po' superbo arrogarsi questa definizione, volersi far chiamare così. Ma esso non vuol essere una definizione che mi contraddistingua, ma un'aspirazione, una meta cui tendere.
Verso l'alto, direbbe Frassati.
Tutto è nato leggendo la Bibbia di Gerusalemme in francese, quando vivevo a Lyon: sono rimasta affascinata dalla traduzione di "operatori di pace" resa con "artisan de paix", appunto.
Perché artigiani rende la bellezza e la fatica di mettersi a servizio, rende l'infinita pazienza (di Dio) di un lavoro piccolo piccolo, di un fare e di un disfare.

Aggiunta: in un'altra versione francese e in questa foto in inglese, ho trovato "perché sarete chiamati enfants/children di Dio". E' una cosa stupenda: enfants e children vogliono dire sia figli che bambini.
Foto: un mio amico ha chiamato queste mie foto "la scala verso la santità". Si tratta della scalinata davanti alla Chiesa di Ibilin, in Galilea, nord d'Israele. Ci sono le Beatitudini in 4 lingue: inglese, francese, arabo ed ebraico. Immaginate la scena: era il giorno dell'inaugurazione, tutti che si affrettano a salire, un sacco di gente e la sottoscritta, calma calma (anzi: pacifica!) che macchinetta in mano aspetta che non ci sia nessuno per poter scattare le foto...
Alcune altre foto che ho scattato le potete guardare qui
“Ahimè, Signore Dio,
ecco io non so parlare,
perché sono giovane”.
Ma il Signore mi disse:
“Non dire: Sono giovane,
ma và da coloro a cui ti manderò
e annunzia ciò che io ti ordinerò."
“Che cosa vedi? ”.
Risposi: “Vedo un ramo di mandorlo”.
Il Signore soggiunse: “Hai visto bene,
poiché io vigilo sulla mia parola per realizzarla”.
In ebraico c’è un gioco intraducibile di parole tra mandorlo (shaqued) e io vigilo (shoqued).
L’immagine del mandorlo, che attende la primavera per essere il primo a fiorire evoca qui il “vigilante”, il Dio che sempre veglia per realizzare la sua parola
about me
io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza
Etty Hillesum, 1943
perché
"artisan de paix"?
sul comodino
Etty Hillesum, Diario 1941-1943
sulla scrivania
Amos Oz, Contro il fanatismo
in borsa
Carretto - Balducci,
La santità della povera gente