artisan de paix

L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità

giovedì, 06 settembre 2007

A Roma, 5 settembre 2007

PERES: GRAZIE PER AIUTO A BAMBINI PALESTINESI

Parlando in conferenza stampa al Quirinale, al termine di un colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente israeliano Shimon Peres ha detto: "Le regioni e il governo italiano, insieme a Israele, hanno contribuito a salvare bambini palestinesi feriti nelle varie guerre, bambini piccoli di 4, 5, o 6 anni, che abbiamo curato portando loro e le loro famiglie a ricevere cure mediche a Gerusalemme. In questo modo abbiamo salvato 4.200 bambini, e vogliamo ringraziare il popolo e i medici italiani per questa grande collaborazione di carattere umanitario, che per noi ha un enorme significato".

Intanto a Betlemme, ogni giorno:

Le suore del Baby Hospital di Betlemme: trasferire un bambino è un’impresa
"Le situazioni più complesse da gestire sono i trasferimenti di un bambino dal Baby Hospital ad un altro ospedale, per particolari cure: il gran numero di persone coinvolte e le infinite procedure burocratiche rendono tale «operazione» una vera impresa. Una fitta rete di contatti si mette subito in moto per far sì che il trasferimento e le prestazioni mediche avvengano tempestivamente: genitori del bambino, medici, operatori sanitari e sociali, impiegati ed alcune persone che «contano» sia in Palestina che in Israele, vengono coinvolti nel trovare un posto in ospedale, nel far funzionare l’assicurazione medica (quando c’è), o per fornirla quando manca, nell’ottenere il permesso per entrare in Israele, nel trovare le ambulanze... prima quella Palestinese, e poi quella Israeliana. L’ambulanza palestinese trasporta il bambino fino al muro, al check point: qui il bambino viene trasferito nell’ambulanza israeliana che lo trasporta all’ospedale stabilito."

Postato da: etty a 22:22 | link | commenti (1)
israelepalestina

giovedì, 01 marzo 2007

Un ponte per Betlemme
1° marzo - giornata di sensibilizzazione e di preghiera

Materiali:
Il sito di paxchristi
L'intervista radiofonica a Elisabetta Tusset
è disponibile anche un DVD: l'ho usato ad un incontro con ragazzi 17enni lunedì, evidenzia bene la sproporzionalità del muro


Piccola Betlemme, sempre più piccola dal recinto che ti chiude. Mi hai ospitato tre volte negli ultimi 7 anni: la prima volta era il Giubileo ed attendevi Giovanni Paolo II, la seconda volta il muro era appena cominciato ed Arafat era morto da poche ore, la terza rimasi muta davanti al tuo dolore - il dolore di chi vede partire sempre più giovani dalla propria terra perché non c'è lavoro né futuro. Non c'è vita.

Piccola Betlemme, la tua colpa è stata quella di aver permesso il passaggio di molti giovani palestinesi che andavano a farsi esplodere a Gerusalemme. Ecco perché ora ti stanno soffocando lentamente, sempre più.
I turisti-pellegrini (più turisti che pellegrini), la tua più importante risorsa economica, dopo anni in cui quasi non si vedevano più, ora arrivano in pullman, il giro di Natività-campodeipastori-grottadellatte. Tempo 2 ore e son già ripartiti. Alcuni si fermano nei tuoi negozi (questo si ti aiuterebbe), pochi si fermano per la notte.

Sembra una cosa da poco ed invece è fondamentale: personalmente, a chi mi dice che va in Terra Santa chiedo subito se si ferma a dormire a Betlemme. I turisti non si fermano, i pellegrini sì. E' segno di attenzione per i betlemmiti, da' loro la possibilità di lavorare (dal cameriere d'albergo a chi intaglia il legno dei piccoli souvenir). I betlemmiti non vogliono elemosina, vogliono la dignità del lavoro, il pane sudato.

Piccola Betlemme, chi ha più ragione tra israeliani e palestinesi? Me lo chiedono sempre. Ma tra due giovani con la pistola puntata uno contro l'altro dov'è la ragione? vedo solo follia.
La speranza è la mia unica follia.

Postato da: etty a 13:26 | link | commenti
israelepalestina, miaterrasanta

venerdì, 06 ottobre 2006

Infuria la battaglia, la solita

Durante la mostra fotografica sul muro tra Israele e Palestina, qualcuno mosse accuse di esser filo-palestinese. AsiaNews la definirebbe povertà (ed anche la Banca Mondiale).

Altre questioni, le lascio a chi ci capisce di più. Come Francesco Rossi de Gasperis: "Una rilettura da Gerusalemme". L'ho incontrato quest'estate a Gerusalemme, si è discusso di fede, di libertà, di Parola, di Chiesa madre di Gerusalemme...

Postato da: etty a 00:12 | link | commenti
vagabondando, israelepalestina

giovedì, 14 settembre 2006

"Un muro non basta"
(poi tornerò a scrivere?)

Postato da: etty a 00:57 | link | commenti (2)
israelepalestina

sabato, 24 dicembre 2005

Betlemme per la gente di Betlemme

"Celebrare il Natale circondata da un muro alto 8 metri, da un punto di vista umano certamente è una pena grande, è una chiusura di orizzonti. Ma anche qui, quando ci si inginocchia davanti al Dio fattosi uomo bisogna far cadere il muro dell’egoismo e aprirsi agli altri. Bisogna far cadere il muro dell’orgoglio e saper essere umili. Bisogna far cadere il muro che non ci fa più vedere il nostro peccato ed invocare misericordia; bisogna far cadere il muro delle nostre tristezze per invocare la via della gioia che è quella di camminare con Cristo i passi della nostra vita. In questo senso auguro a tutti di inginocchiarsi con umiltà e fede davanti al Bambino di Betlemme e di ritrovare ivi la sorgente della vita, della pienezza della vita e della gioia. Buon Natale"

Mons. Pietro Sambi, nunzio apostolico in Terra Santa per 7 anni e da poco nominato nunzio negli Stati Uniti.

Postato da: etty a 00:22 | link | commenti (1)
israelepalestina

martedì, 01 novembre 2005

Nuova edizione: staremo a leggere!

Postato da: etty a 20:04 | link | commenti
israelepalestina

Israele, Iran e considerazioni varie scritte da Lia, che ha vissuto in Egitto e conosciuto il mondo arabo senza "l'ausilio" dei media italiani.
































Postato da: etty a 12:21 | link | commenti
israelepalestina

domenica, 25 settembre 2005

Ricevuta questo pomeriggio.

Betlemme,25 settembre 2005

Carissima,
ho ricevuto con gioia la tua lettera e purtroppo le notizie che mi mandi sono vere anche se non sono  aggiornata nei particolari. Le discriminazioni tra cristiani e musulmani crescono anche a livello civile.Essendo minoranza si avverte di piu' il potere dei musulmani...Ti mando qualche articolo interessante. Sono stata in Turchia come ti raccontavo e anche li' posso dire che sussiste la discriminazione tra i pochissimi cristiani e i musulmani.

Postato da: etty a 21:49 | link | commenti (2)
diariodiviaggio, israelepalestina

domenica, 18 settembre 2005

Due interviste su Toscanaoggi interessanti su quel che è successo a Taybeh, sempre di cristiani e musulmani in Palestina; mentre oggi ho reperito Elisa Pinna, Tramonto del cristianesimo in Palestina.

Postato da: etty a 21:40 | link | commenti
israelepalestina

mercoledì, 14 settembre 2005

Di relazioni cristiano-musulmane in Palestina

Continuo a monitorare la questione. Non ho ancora ricevuto risposte da Betlemme, spero che almeno una delle 3 persone contattate sappia trovar informazioni.
Nel frattempo le parole di Pizzaballa non sono passate inosservate: Daniel Pipes ne parla, e di conseguenza diversi blogger di lingua inglese lo citano. (e continuo a temere che ciò possa solo alimentare la tensione - se c'è un dossier, che venga fuori; se non se ne vuol parlare, non se ne parli!)


Io preferisco citare Raja Matter: "I cristiani palestinesi non stanno soffrendo per mano dei musulmani"
Che difende a spada tratta di come gli arabi palestinesi siano arabi a tutti gli effetti, del loro contributo culturale e politico.
E chiede "Noi cristiani arabi dovremmo evitare a tutti i costi di forgiare le alleanze con tutti i nuovi crociati contro gli Arabi o islam.  Dovremmo sostenere oggi la lotta dell'Arabo contro questi neo-crociati che mascherandosi come liberatori e promotori di democrazia e che stanno provando a sfigurare la storia araba ed a rimodellare la cultura araba e valori"; precisando che "quando i crociati sono entrati a Gerusalemme nel 1099, noi cristiani arabi, fummo massacrati con i musulmani. "


Postato da: etty a 17:35 | link | commenti
israelepalestina

 

about me

io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza

Etty Hillesum, 1943

perché
"artisan de paix"?

storia del mio viaggio in Terra Santa

questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole

leggi i racconti dalla Terra Santa

guarda le foto

"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)

sul comodino

Etty Hillesum, Diario 1941-1943

sulla scrivania

Amos Oz, Contro il fanatismo

in borsa

Carretto - Balducci,
La santità della povera gente

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