L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità
Dovrei raccontarvi della leggenda di Doleda, che ormai aleggia sull'albergo.
Ma non voglio sprecare questo racconto, vorrei metterlo in forma di fiaba, con i personaggi che ormai circondano le mie giornate, da el spion del bosch al poeta fassano.
Ci sono giorni in cui tutto pare andare per il verso sbagliato, come quando in 24 ore si son rotti in ordine cronologico: la chiave del Tabernacolo (immaginatemi al centro chiavi), il frigo dei gelati (e son riusciti a portarmene uno nuovo già rotto che ho dovuto rimandare indietro), il forno (mi pareva di trattare per la messa in prova di un'auto - ora Babbo Natale, alias il mio tecnico del forno, me ne ha prestato uno super accessoriato per finir la stagione), il tutto condito dall'ambulanza per una signora 85enne caduta in corridoio.
Poi lentamente tutto si sistema.
Od esce il sole.
La prima simil-libreria è a 30 km, val la pena allora ordinarli via internet.
Oggi mi son arrivati 3 autori per 6 libri:
Flannery O'Connor, Sola a presidiare la fortezza
Flannery O'Connor, La saggezza nel sangue
L'autrice americana mi è stata consigliata più volte dal piccolo Zaccheo, anche se il primo titolo mi fa sorridere pensandomi qui in montagna.
Eric-Emmanuel Schimitt, Oscar e la dama in rosa
Eric-Emmanuel Schimitt, La parte dell'altro
Cerco di aver sempre con me una copia in più di Oscar e la dama in rosa, capitasse come in questi giorni di aver voglia di regalare libri.
Giovannino Guareschi, Don Camillo e don Chichì
Giovannino Guareschi, Diario clandestino 1943-45
Ho voglia di sorridere un po'.
Quando - come oggi - si comincia la giornata chiedendo in dono al Signore la pazienza ...
Stanotte mi sono fermata in Cappella, ho lasciato che la luce a tempo del corridoio si spegnesse. Ci ho messo un po' per tornare a vedere.
Guardavo il Vernel ed il Colac e Ti raccontavo, Signore, di cosa direi se mi chiedessero "che cosa è la fede?"
La paragonerei ad una camminata in montagna.
Chi conosce la montagna sa che quando si parte non si è mai certi di tornare o di completare tutto il viaggio programmato. Ci si potrebbe fermare prima per un temporale o altri imprevisti.
E' certamente faticoso, la strada non è quasi mai pianeggiante ed anche la discesa non è facile.
Ha a che fare con il limite (proprio) e l'immensità.
E non si può pretendere un tempo perfetto.
Ormai quando i clienti mi chiedono del meteo, rido tra me e me. C'è chi dopo una settimana di giornate di sole e sere di pioggia chiedeva se la settimana successiva sarebbe stata più bella. Ma come si può pretendere dalla montagna che il tempo sia stabile?
Quando qui c'è una giornata di sereno perfetto, con i vicini parliamo di regalo, di dono. Perché una splendida giornata è qualcosa di più.
Donami, Signore, la pazienza
di arrivare a questa sera senza arrabbiarmi con nessuno
Donami, Signore, la pazienza
di accettare le salite della Fede
Mi perdo, Signore, a guardare le Tue cime

Segreto professionale
Chiacchiero con un paio di vigili, si discute del più e del meno. Butto lì una domanda:
- Che orari avete di lavoro?
- eh, non te lo dico mica. Altrimenti sai quando non siamo in giro
- Ma non lo direi a nessuno
Sfuma l'italico sogno di poter parcheggiare in divieto di sosta sapendo che il vigile non passa.
Ore 5 del mattino, suona il campanello.
Mi affaccio alla finestra, non senza qualche difficoltà a scendere dal letto:
"Chi è?"
"Sono io"
Momento di silenzio
"Sono Ivano. Un caffé"
"L'albergo è chiuso, torna più tardi"
Ore 6.30 suona di nuovo il campanello.
Se domattina risuccede, specifico "quanto" più tardi
L'appartenenza non è uno sconto: si sconta
Capita a volte che qualcuno chiami e chieda:
"siete una struttura convenzionata?"
"intende cattolica e che si rivolge principalmente a gruppi, parrocchie, diocesi?"
"uhm, sì. Vorrei sapere i prezzi per la prima settimana di agosto"
Elenco i prezzi e la reazione è tra il deluso e l'arrabbiato. Più arrabbiato direi.
"come mai avete prezzi come gli altri alberghi? non siete una struttura cattolica?"
"sì, ma le bollette, gli stipendi e tutto il resto si pagano uguale. E le prime 2 settimane di agosto è alta stagione"
Ho come la sensazione che si intenda l'appartenenza al mondo cattolico come uno sconto, una tessera punti a premi (ieri "ho dimenticato a casa la tessera AC per lo sconto - ma ce l'ho, eh").
Forse qualche anno fa si potevano fare le cose "irregolari", prendere una vecchia casa in montagna a prezzi stracciati, metter dentro 80 letti, 2 mamme a far da cuoche e i ragazzi a servire a tavola e lavar bagni.
Oggi c'è ancora chi lo fa, ma so anche di parrocchie in mezzo a cause legali intentate dalle migliori famiglie perché i ragazzi si son fatti male.
E poi sento parlare di "rispetto della legalità": frase molto bella, per carità, ma se mai si prova, se mai ci si confronta con il mondo reale fatto di buste paghe e studi di settore, contabilità e aumenti di acqua-luce-gas, è meglio stare zitti.
E' solo un'opinione personale, ma credo che l'appartenenza non sia uno sconto ma qualcosa che si sconta. Non è conveniente. E sempre più saremo chiamati a pagare.
Domani c'è la festa dei Tobié
Questa sera, dopo il temporale


io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza
Etty Hillesum, 1943
perché
"artisan de paix"?
questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole
leggi i racconti dalla Terra Santa
guarda le foto
"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)
Etty Hillesum, Diario 1941-1943
Amos Oz, Contro il fanatismo
Carretto - Balducci,
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