artisan de paix

L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità

venerdì, 05 ottobre 2007

Sognare gratis
Quanto costano i sogni?
quanto costano i sogni che ho dentro?
E di chi sono i sogni che ho dentro?
Sognare è gratis, dice qualcuno.
Non è vero.
Sognare costa:
la fatica che ogni giorno ho fatto per realizzarli.
Le spese sostenute dai miei genitori per sostenermi.
Sognare costa.

Pensavo questo mercoledì quando ho lasciato l'auto a 1200 metri
e son salita a piedi fino ai 1600 tra i colori dell'autunno
(la cima della foto)
Uno scoiattolo mi ha tagliato il sentiero senza girarsi,
i camosci stavano di guardia dai cacciatori.
Io pregavo ed ascoltavo.
Scegliere richiede silenzio.

Postato da: etty a 14:41 | link | commenti (3)
aquiloni

venerdì, 06 aprile 2007

Gusta il sapore dei giorni
Non farti rubare i sogni

e non dimenticare mai, mai, quel giorno davanti alla Croce, chi ti era affianco commuoversi di fronte alla follia di Cristo.
Non c'è ragione, non c'è sentimento.

Solo la battaglia tra morte e vita: o fai di tutto per vivere o fai di tutto per morire.
Vivi.

Postato da: etty a 13:52 | link | commenti
aquiloni

sabato, 31 marzo 2007

In pensione dal lavoro ma non dalla vita.
Sentir raccontare per quasi due ore l'ex giudice tutelare della mia città, la passione della sua ventennale esperienza, dalle ragazzine che a 15 anni vogliono l'autorizzazione a decidere dell'interruzione di gravidanza senza dir nulla ai genitori fino all'amministratore di sostegno per le persone più anziane. A volte sole.
Sentirlo raccontare di tutto ciò, chiedergli consigli ed esperienza per iperboliche idee di impegno sociale, cooperazione di sogni e congiure contro il disagio in città.
Aquiloni tra amiche che forse un giorno troveranno vento per poter prendere il volo.

Postato da: etty a 20:04 | link | commenti (2)
aquiloni

mercoledì, 21 febbraio 2007

Il roveto ardeva senza consumarsi.
Quante volte ci consumiamo senza bruciare?

Foto di Giacomo Viali (2006)

Postato da: etty a 13:55 | link | commenti
aquiloni

mercoledì, 24 maggio 2006

aereoporto, sala d'aspetto, qualche giorno fa
guardavo gli aerei volare e pensavo che
una decisione va presa.
Quanto difficile è prendere il volo?
quale sforzo, quanto  carburante,
quanto peso da portare in aria per un po' di stabilità.

Ora per me
Tempo è di sciogliere di nuovo le vele,
spiegare i sogni.
Dove mi porteranno?
sarò in grado di reggere alla forza del Vento?
libera (professionista) solo di me stessa
quando sarò troppo stanca, che cosa farò?

"Egr. Avv. il Rosso,
la presente per comunicarLe che in merito alla sua offerta..."
(appena spedita)

Postato da: etty a 01:53 | link | commenti (5)
aquiloni, praticanteavvocato

martedì, 02 maggio 2006




























Postato da: etty a 14:26 | link | commenti (3)
aquiloni

venerdì, 10 marzo 2006

Sto aspettando il mandorlo, quello dell'anno scorso,
qui a nord non è ancora fiorito
oggi ero proprio lì vicino a lui
mentre parlavo a I. e D.,
nigeriano il primo e italiano il secondo.
Forse, grazie a loro, riuscirò a finire in carcere: speriamo!
Ma questi sono aquiloni ancora in costruzione:
c'è tempo, c'è tempo...
Nel frattempo nei prossimi giorni ci saranno
pensieri clandestini su questo blog

Postato da: etty a 20:05 | link | commenti
aquiloni

lunedì, 02 gennaio 2006

Viaggidaquilone è lieta di augurarvi
buoni viaggi-duemilasei





























Dove ho trovato ques'immagine? è una foto che ho scattato a Lyon (settembre 2002).
In questa romantica città francese c'è la tradizione dei murs peints ovvero hanno dipinto a tema non so più quanti muri di case. Un esempio dinamico è questo qui, ma potete trovare una buona raccolta anche qui.
Il mio preferito era il mur des lyonnais, ovvero il muro il cui soggetto era i personaggi famosi nati a Lyon e che si affacciavano ognuno da una finestra diversa. Finestre che viste dal vero sembravano vere, soprattutto quelle in alto!

Postato da: etty a 22:14 | link | commenti (4)
aquiloni

sabato, 24 dicembre 2005

L’ASINO E IL BUE

(ho ritrovato questa piccola storia nell'archivio del mio pc, datata Natale 2001. Un po' strampalata, andrebbe sistemata. Ve la regalo comunque. L'augurio è quello di un Natale che lasci posto al Mistero)


L’Asino e il Bue erano in ritardo.
"Corri stupido! Tu e il tuo faccio l’ultimo riposino. Ora rischiamo di arrivare che è già tutto finito", disse l’Asino. "Guarda che sei tu quello che doveva finire le ultime spese, quante volte ti ho detto che si fanno dopo, quando ci sono gli sconti" ribatté il Bue.

Correvano al galoppo l’Asino e il Bue, correvano per il campo dei Pastori, tutto buio, solo un fuoco e alcune voci lontano. Correvano al galoppo e si diressero a Betlemme.

"Qui qui, ecco l’albergo, Giuseppe mi ha detto che avrebbero cercato posto qui"

"In un albergo? Ma mi pareva di ricordare che non fosse qui l’altra volta"

"Certo che è qui: dove vuoi trovare panettone e pandoro? E il cotechino? E il pasticcio? Il pranzo si fa qui"

E così suonarono il campanello.

"chi è? Ah, siete quelli dell’anno scorso!"

Si apre una porta e una voce da in fondo al corridoio "Ragazzi! Sempre in ritardo, tutti gli anni. E’ mai possibile che non arriviate puntuali"

"Scusa Giuseppe, c’è ancora posto?"

"Beh ovvio che noi facciamo sempre il pienone e posto non ce n’è mai, ma per voi teniamo sempre qualcosa. Dai, sbrigatevi."

E l’Asino e il Bue trovarono posto. In albergo.

Certo che se non si fossero ricordati di loro, chissà dove sarebbero finiti.

Magari in una stalla.

Ma dico, avete mai visto l’Asino e il Bue in una stalla?

Postato da: etty a 18:19 | link | commenti (2)
aquiloni

martedì, 20 dicembre 2005

Il pudore delle parole

Ciò che mi impedisce di scrivere, e in questo momento di parlare, è che so quale uso si possa fare di queste parole: il mio tentativo è quello di provocarmi, è quello di convertirmi a Cristo, di affidarmi a Lui nella Grazia, non come trottola intorno alla Parola, ma come seme che si perde nella terra.

Fino a fiorire.

Ciò che mi impedisce di scrivere è l’uso che si possa fare delle mie parole: usarle perchè sono “belle”, perché “suonano bene”. Ed allora preferirei dover tacere che parlare, preferirei contemplare il silenzio. Invece devo parlare, invece devo scrivere. Invece devo inseguire ogni articolo, ogni preposizione, ogni timida virgola e sperare che siano frasi di senso compiuto.

Ci vuole coraggio per dire tutto ciò.

Donami coraggio, Signore.

Postato da: etty a 22:37 | link | commenti (2)
aquiloni

 

about me

io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza

Etty Hillesum, 1943

perché
"artisan de paix"?

storia del mio viaggio in Terra Santa

questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole

leggi i racconti dalla Terra Santa

guarda le foto

"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)

sul comodino

Etty Hillesum, Diario 1941-1943

sulla scrivania

Amos Oz, Contro il fanatismo

in borsa

Carretto - Balducci,
La santità della povera gente

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