artisan de paix

L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità

martedì, 21 febbraio 2006

Più è ingiusto, più amalo
Credo che una delle cose da tenere a mente nell'aiutare i poveri sia la loro dignità: facile a parole, molto meno nei fatti. Per questo sono convinta che sia più difficile "ricevere" che "dare", e che sia importante far esperienza concreta di dover chiedere aiuto, di trovarsi nella condizione di lasciarsi aiutare.

Mi raccontava un'anziana signora, membro di una Conferenza di S.Vincenzo (associazione di cui si sente poco parlare), di come si sia trovata di fronte a poveri che approfittano dell'aiuto dato loro. E mi disse una frase del santo fondatore che diceva all'incirca così "più è ingiusto, più amalo".

Se ripenso a questi mesi in cui mi sto affacciando al mondo dell'immigrazione e del diritto, devo ammettere che vedo il Male operare: ascolto racconti impossibili, di chi vive nell'illegalità non perché lo vuole, ma perché le nostre leggi italiane non permettono di essere in regola, e di chi che di fronte a ciò subisce qualsiasi umiliazione da parte di agenzie che millantano di aver potere di "sistemare le cose".
Poi vedo brava gente che da' l'anima per aiutare tutti, buoni e cattivi.
Vedo gente che ne approfitta, del bene altrui.
E quindi dico che vedo anche il Bene operare, vedo lo Spirito soffiare dove vuole.
Forse testimoniare vuol dire questo: potrò dire "sì, ho visto il Bene operare, ho visto lo Spirito agire".
Anzi, verrà il giorno in cui dovrò dirlo.
Se solo sarò riuscità a non chiudere gli occhi di fronte a tutto ciò.

[ed io per quanto tempo resterò a guardare?]

Postato da: etty a 21:36 | link | commenti (1)
diariodiviaggio


Commenti
#1   23 Febbraio 2006 - 16:20
 
Grazie per ciò che hai scritto in questo post.

GL
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Commenti
 

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questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
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