artisan de paix

L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità

martedì, 27 dicembre 2005

Oggi il mio primo cliente straniero. Primo. Mio. Trovato io.
Robe da lacrimoni, giravo super felice per lo studio.
I consigli.
ore 10: "guarda,  se hai problemi si può chiamare quel avvocato là...però non so ora dove sia. Ha ricevuto minacce. Sai com'è, l'immigrazione è pericolosa. Secondo me, dovresti occuparti d'altro"
ore 11: "devo rimanere anch'io quando arriva il tuo cliente? è pericoloso?"

Novembre 2001, pagina di diario
"Ma non è pericoloso? (per chi?)
Sì, è pericoloso perché posso conoscere le ingiustizie e soffrire sentendomi impotente di fronte ad esse. E' pericoloso perchè incontro persone di fedi e culture diverse e potrei scorpire quanto poco profonda è la mia. E' pericoloso perché non ho risposte a tutte le loro domande"

Postato da: etty a 23:46 | link | commenti (1)
diariodiviaggio, pensiericlandestini


Commenti
#1   28 Dicembre 2005 - 15:51
 
http://etimo.it/?term=fiducia&find=Cerca


;O)
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io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza

Etty Hillesum, 1943

perché
"artisan de paix"?

storia del mio viaggio in Terra Santa

questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole

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"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)

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Etty Hillesum, Diario 1941-1943

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