artisan de paix

L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità

mercoledì, 08 giugno 2005

Mi pare che questi referendum esprimano l'idea di una maternità e di una paternità come risposta a bisogni della coppia o degli adulti. Ma una società costruita sulla soddisfazione individualistica di domande soggettive; una società che non abbia punti di riferimento forti — e la vita mi sembra il primo, fondamentale, generativo di tutti gli altri — si incammini verso una civiltà decadente, incapace di grandi orizzonti; una civiltà che nel ripiegamento su bisogni soggettivi dice la sua sterilità e la sua incapacità di generare speranze per nessuno, tanto meno per le giovani generazioni.
Mi fa paura una civiltà in cui per rispondere ai bisogni di qualcuno — anche a bisogni buoni e legittimi, come quello della maternità — si possa pensare di violare e usare la vita.
Sono cattolica; per me il valore della vita è sacro ed è dono davanti a cui non finisco di stupirmi. Ma penso che anche senza la fede che professo avrei questo senso della vita come valore e come limite invalicabile. Difendo il valore della vita semplicemente come donna, perché penso che sia il patrimonio più laico che esista, quello che accomuna tutti come donne e come uomini. La difesa della vita è per i credenti di tutte le religioni e per i laici la sfida che potrebbe vederli insieme: e questo sarebbe veramente un motivo per guardare con fiducia alla società di domani.

Paola Bignardi
Già presidente Azione Cattolica Italiana 
sul Corriere

Postato da: etty a 09:37 | link | commenti
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questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
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