artisan de paix

L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità

giovedì, 27 gennaio 2005

il filo della memoria/3
  
Nei racconti di guerra qui a casa quando si diceva "i tedeschi" s'intendevano "i soldati tedeschi". Mai mi era passato per la testa che potesse esser offensivo.
Finché i miei sogni fatti fagotto, salii su un treno e mi trasferii a Lyon per un anno con una borsa di studio. 
(già, già, l'erasmus)
Là conobbi, tra gli altri, due tedesche: Gertrud e Martina.
  
Guai parlar di storia e della seconda guerra mondiale.
Guai, perché Gertrud partiva a spiegarmi
che non è stato come tutti ci voglion far credere.
C'era chi faceva resistenza, ma poco si sa.
Come suo nonno e i suoi amici scapestrati all'università, che non vollero aderire al partito nazista.
Beh, in cambio furono mandati a combattere in Russia.
Il nonno di Gertrud riuscì a tornare prima del disastro grazie ad un permesso speciale per sposarsi.
Gli amici, quelli che tornarono? dopo 10 anni di prigionia. Dopo la morte di Stalin.
  
Guai, guai a parlar di storia e di seconda guerra mondiale.
Guai, perché Martina si sentiva a disagio, cambiava discorso, cambiava espressione, scappava via con lo sguardo.
Un giorno mi decisi e le chiesi perché.
"Mio nonno combattè in Russia", disse
"Cavoli! e si salvò?"
"sì, torno subito"
"ma come ha fatto? se tutti gli altri si son fatti 10 anni di prigionia?"
"...mio nonno era un SS"
Martina tace. E poi racconta. Poi tace.
Lo senti il suo imbarazzo. Lo senti che si sente responsabile di suo nonno.
Non scarica le colpe, non fa revisionismo.
Senti il peso di questa storia sulle nostre giovani vite.
  
Non ci resta che esser amiche:
è tutto quello che possiamo "esportare" nel mondo.

Postato da: etty a 01:03 | link | commenti (1)
diariodiviaggio


Commenti
#1   29 Gennaio 2005 - 08:49
 
ricordo una sera di tanti anni fa, quando ancora non esisteva il giorno della memoria. ero seduta sul tappeto di camera mia con Ute, la ragazza che faceva lo scambio interculturale con mia sorella, gli ultimi anni delle (loro) superiori. io ero piccoletta ma leggevo un pò di libri sulla seconda guerra mondiale e sulla shoah, mi stavano già a cuore. sedemmo insieme davanti alla tv a guardare un docuementario su Bergen Belsen. piangevamo tutte e due, in silenzio.
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questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
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