artisan de paix

L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità

martedì, 18 gennaio 2005

Cosa ne pensa la gente...

Ecco, uno sta qui, guarda la tv (elezioni in Palestina, nuovo governo israeliano, attacchi da tutte e due le parti ect ect) e si chiede "ma cosa pensa la gente che vive là di tutto ciò?" (se poi ci sta pure scrivendo la tesi, beh, allora ci capisce ancora meno: credetemi!)

 Et voilà ieri mi è arrivata una  mail da un amico cristiano palestinese di Betlemme. Ve ne traduco un pezzo interessante:

"E' chiaro che alcune persone non sono affatto interessate ad alcuna soluzione pacifica del nostro conflitto. Mentre la popolazione palestinese ha scelto un nuovo presidente in una maniera senza precedenti e con una maturità inattesa, la lotta continua. Attacchi d'Israele, i militanti rispondono, attacco di militanti, Israele risponde. Il ciclo della violenza è ancora qui e rimarrà apparentemente per un certo tempo. (...)

Il problema è che "desiderare la pace" può significare molte cose: pace per Sharon è vedere una popolazione palestinese divisa uccidere se stessa dall'interno, pace per Abbas [Abu Mazen] è fermare la violenza e creare uno stato palestinese, pace per Hamas è eliminare Israele e pace per la maggior parte dei militanti palestinesi è dire che Israele è fuggito dai territori perché sono spaventati dai loro attacchi! Il primo punto verso una pace reale è unificare la definizione "di pace", un'altra operazione molto dura sulle spalle di Mahmoud Abbas. Anche se riesce ad unificarlo nell'arena palestinese, non potrà cambiare la mente dell'Israele! Questo suona pessimistico o realistico? Beh, è più realista che pessimista! 

(...) Non lo so quale potrebbe essere la soluzione a questo conflitto triste e sanguinante, nel frattempo preferisco mantenere questo pessimismo e sperare che un miracolo accadrà presto, perché amici miei, un miracolo è ciò di cui abbiamo bisogno"

Postato da: etty a 18:47 | link | commenti (5)
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Commenti
#1   18 Gennaio 2005 - 22:31
 
Beh, se è un miracolo quello che serve, allora tutti sotto a pregare, perchè questo è l'unico modo di ottenerne uno... Io ci sto e comincio già adesso, chi vuole unirsi, è benvenuto!!!
Il Signore dia gioia a tutti coloro che sanno essere insistenti per ottenere la pace!
Suor El
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#2   19 Gennaio 2005 - 00:13
 
non ho competenza per dire alcunché.
Certo la lotta appare voluta solo da un gruppetto molto esiguo. E' il solito problema della rappresentanza che poi finisce per staccarsi da quelli che rappresenta, il problema delle democrazie...
Mi verrebbe da fare un paragone con lo spirito: è come quando ci sono poteri diversi (da quello del Bene) che trovano spazio per agire, trascinare altre forze, e portare alla rovina, alla sofferenza l'intera persona...
Chissà se il problema è solo politico o coinvolge gli individui presi uno a uno, o anche globalmente. Cioè: se i capi delle 2 parti fossero d'accordo sulla concezione della pace, ci sarebbe la pace? o è che le persone coinvolte nella tragedia della guerra si trovano impotenti?
Sì, forse è bene individuare i problemi, almeno per riuscire a fare qualche passo...
...
Ciao, un abbraccio
paola
Ps Mi unisco alla preghiera convinta in favore della pace
utente anonimo

#3   21 Gennaio 2005 - 09:18
 
”Try and fail, but don't fail to try.“
suggerisco: "Provaci e fallisci, ma non mancare di provare"
Ciao, Chiara. Ho pubblicato un brano di Etty Hillesum sul mio blog, poco fa, e sono venuto a cercarti. Tutto bene?
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#4   21 Gennaio 2005 - 09:19
 
meglio "non mancare di provarci"
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#5   21 Gennaio 2005 - 18:37
 
Etty, grazie per avermi regalato la tua storia. Preservare la memoria di certe cose è importantissimo. Un bacio. Flor
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Commenti
 

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questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
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