L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità
Cosa ne pensa la gente...
Ecco, uno sta qui, guarda la tv (elezioni in Palestina, nuovo governo israeliano, attacchi da tutte e due le parti ect ect) e si chiede "ma cosa pensa la gente che vive là di tutto ciò?" (se poi ci sta pure scrivendo la tesi, beh, allora ci capisce ancora meno: credetemi!)
Et voilà ieri mi è arrivata una mail da un amico cristiano palestinese di Betlemme. Ve ne traduco un pezzo interessante:
"E' chiaro che alcune persone non sono affatto interessate ad alcuna soluzione pacifica del nostro conflitto. Mentre la popolazione palestinese ha scelto un nuovo presidente in una maniera senza precedenti e con una maturità inattesa, la lotta continua. Attacchi d'Israele, i militanti rispondono, attacco di militanti, Israele risponde. Il ciclo della violenza è ancora qui e rimarrà apparentemente per un certo tempo. (...)
Il problema è che "desiderare la pace" può significare molte cose: pace per Sharon è vedere una popolazione palestinese divisa uccidere se stessa dall'interno, pace per Abbas [Abu Mazen] è fermare la violenza e creare uno stato palestinese, pace per Hamas è eliminare Israele e pace per la maggior parte dei militanti palestinesi è dire che Israele è fuggito dai territori perché sono spaventati dai loro attacchi! Il primo punto verso una pace reale è unificare la definizione "di pace", un'altra operazione molto dura sulle spalle di Mahmoud Abbas. Anche se riesce ad unificarlo nell'arena palestinese, non potrà cambiare la mente dell'Israele! Questo suona pessimistico o realistico? Beh, è più realista che pessimista!
(...) Non lo so quale potrebbe essere la soluzione a questo conflitto triste e sanguinante, nel frattempo preferisco mantenere questo pessimismo e sperare che un miracolo accadrà presto, perché amici miei, un miracolo è ciò di cui abbiamo bisogno"

io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza
Etty Hillesum, 1943
perché
"artisan de paix"?
questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole
leggi i racconti dalla Terra Santa
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"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)
Etty Hillesum, Diario 1941-1943
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