L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità
Old City - la Citta' Vecchia
Camminare per il quartiere cristiano, poi arrivare alla Torre di Davide ed entrare al centro informazioni ebraiche, sfiorare il quartiere ebraico e attraversare il suk fino al muro del pianto, dare un'occhiata alle moschee e ritornare per il quartiere arabo fino alla Porta di Damasco. Il pluralismo ti salta agli occhi, ti interroga la mente, lo senti negli odori - dall'incenso alla menta - nei colori, nei carretti che incontri in salita e in discesa pieni di frutta e sul punto di cadere, nelle barbe degli arabi e in quelle degli ebrei ortodossi, nei copricapi... Continuerei a girare all'infinito per questi vicoli.
Ps Il primo che in questo viaggio mi chiede se sono italiana vince un premio. Mi chiedono se sono ebrea, se sono araba (beh, una volta), inglese, francese, russa, polacca... italy please, ci tengo!

io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza
Etty Hillesum, 1943
perché
"artisan de paix"?
questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole
leggi i racconti dalla Terra Santa
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"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)
Etty Hillesum, Diario 1941-1943
Amos Oz, Contro il fanatismo
Carretto - Balducci,
La santità della povera gente
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