L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità
Camminando per Betlemme
L'infinita' del cielo, scrivevo qualche giorno fa, quello che ammiravo stellato mentre venerdi' pomeriggio dicevo il rosario con le suore del Baby Hospital e tre anglicani tra cui un vescovo, andando avanti
indietro lungo il muro.
Gia, proprio il muro alto 8 metri, voluto da Sharon e non solo (mi par che il progetto non sia stato di Sharon, ma non ricordo con precisione). La settimana prima erano arrivati i soldati israeliani ed avevano
urlato alle suore e agli anglicani "go home". Questo venerdi' tutto tranquillo, nessun militare all'orizzonte.
Che cosa vuole dire praticamente "territori occupati"? vuol dire che quando ho visitato il Baby Hospital (il miglior ospedale pediatrico di tutta la palestina, soprattutto nati prematuri - ci sono 5super suore
elisabettine di padova e dintorni con cui ho mangiato pizza e bevuto birra ieri sera, yeah!), ecco quando sono uscita dall'ospedale dopo un'oretta ho trovato i soldati in strada, giusto un paio con il filo
spinato per terra, che controllano il passaggio. Oppure prendo un taxi e sul vetro c'e' il segno di una pallottola (un brivido, si'), di quando non si sa.
Oppure decidono per precauzione di chiudere i check-point e la Palestina diventa in pratica una serie di citta' senza collegamenti tra loro. Citta' senza terra. La gente di qui e' rifiutata da Israele, ma anche dalla Giordani spesso (serve un permesso per poterci andare).
Capisco meglio ora la scritta sul muro della camera di Randa, con le parole ritagliate dai fogli di giornale, "che cosa e' pace? e' andare senza che nessuno mi chieda dove sto andando e perche'"
Oggi pomeriggio, visto che i negozi sono ancora chiusi (devo aspettar mercoledi' per l'universita'), faccio proprio la pellegrina: Basilica della Nativita', campo dei pastori, grotta dell'allattamento... ah, dimenticavo! i pastori e le pecore, li ho incontrati veramente! anche loro troppo pericolose, i soldati non le han fatte passare... io invece e la mia amica siam passate senza problemi... insomma, sono state sereni, sono piu' tranquilla del belato di una pecora!
ps non vedo l'ora di incontrare un bel po' di professori israeliani ebrei la settimana prossima, ho diverse domande da fare (non sulle pecore! ma su i coloni da un punto di vista giuridico... )

io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza
Etty Hillesum, 1943
perché
"artisan de paix"?
questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole
leggi i racconti dalla Terra Santa
guarda le foto
"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)
Etty Hillesum, Diario 1941-1943
Amos Oz, Contro il fanatismo
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