L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità
Estremamente, onesta?
“Devi accettare le critiche”
Da bambina mi sono sentita dire questa frase un milione di volte. E penso anche voi.
Così sono cresciuta con questa massima, cercando di ascoltare quel che mi si diceva.
Ne è nata questa piccola collezione che ora vi offro, in esclusiva, e che vi chiedo di completare.
“E’ meglio che tu non abbia sogni, tanto non si realizzano”
“Devi avere sogni, sei giovane, e i giovani devono sognare”
“Devi già sapere cosa fare da grande”
“E’ meglio che tu non sappia già cosa fare da grande”
“Bisogna impegnarsi, bisogna cambiare il mondo”
“Non perdere tempo ad impegnarti, tanto non cambia niente”
Ora, quando uno soppravvive a questo repertorio, se gli avanzano dei sogni nel cassetto che è riuscito a nascondere, ditemi, che fa?
“Devi accettare le critiche”
“Non ascoltare nessuno, va avanti per la tua strada”

io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza
Etty Hillesum, 1943
perché
"artisan de paix"?
questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole
leggi i racconti dalla Terra Santa
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"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)
Etty Hillesum, Diario 1941-1943
Amos Oz, Contro il fanatismo
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