L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità
Parole
"E parole come Dio e Morte e Dolore e Eternità si devono dimenticare di nuovo. Si deve diventare un'altra volta così semplici e senza parole come il grano che cresce, o la pioggia che cade. Si deve semplicemente essere." (Etty Hillesum, luglio 1942)
Parto per Tel Aviv tra un mese. Il passaporto da rinnovare, l'assicurazione medica, l'alloggio da confermare, i trasporti interni da capire, i contatti da trovare o da ricevere. E la mia tesi da portare avanti: mi laureo, appunto, in diritto internazionale su "le minoranze nel conflitto arabo israeliano".
Partirò disarmata, senza armi, neanche quelle delle parole. Tutta concentrata a vedere, ascoltare, toccare. Accarezzare gli sguardi di chi incontrerò.
San Francesco diceva "predicate il Vangelo, e se è proprio necessario usate anche le parole"

io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza
Etty Hillesum, 1943
perché
"artisan de paix"?
questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole
leggi i racconti dalla Terra Santa
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"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)
Etty Hillesum, Diario 1941-1943
Amos Oz, Contro il fanatismo
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La santità della povera gente
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