artisan de paix

L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità

mercoledì, 12 marzo 2008

Figli

Questo pomeriggio ho corso a perdifiato per questa discesa, senza aver paura di farmi male. Mi sembrava di volare.
Ora vivo qui, nell'albergo verde di Penia ed ho scelto di viverci più dei 3 mesi inizialmente concordati. Due anni? Chi lo sa.
Ho 28 anni, qualcuno già mi dirà che sbaglio a rintanarmi in fondo ad una valle. Ma basta alzare lo sguardo fino alla punta del Piccolo Vernel. Oppure bussare di porta in porta per chiedere aiuto alle signore del paese come venerdì scorso.

Correvo perché come al solito in ritardo, appuntamento da un vicino. Coppia matura che gestisce il proprio piccolo hotel: "venerdì torna nostro figlio, 25 anni, e dovrà dirci cosa vuole fare, se gli interessa continuare qui oppure no"
Una vita di sacrifici per costruire tutto, negli occhi dei genitori amore e preoccupazione.

Amo ascoltare le storie delle persone di paese, le raccolgo tra un caffé ed un altro

Postato da: etty a 23:28 | link | commenti (5)
diariodiviaggio


Commenti
#1   13 Marzo 2008 - 23:09
 
Formidabili quegli anni

Su per questa salita ne ho recitati tanti. E giù per la discesa altrettanti. Mi veniva da piangere - a volte - per la fatica fisica e mentale. Giù e su, giù e su, giù e su. Poi mi dileguavo.
Il meccanico in fondo alla discesa un giorno mi promosse sul campo: 'reverendo'. Anche se avevo solo bisogno di una nuova batteria per l'auto. E vestivo molto casual. 'Revedendo, ha bisogno di qualcosa?', chiese.
Troppo buono, il meccanico. Troppo fuori, il meccanico (e anch'io, che revedendo non ero).
Il libro sempre incollato alle mani, in effetti, poteva far pensare ad un reverendissimo breviario liturgico in formato vacanza. La copertina blu, pure. Le labbra sempre in movimento mi davano l'aspetto di un don Abbondio alle prese con interminabili giaculatorie. Quando si dice le apparenze, eh.
Li recitavo (quasi) a memoria: speak - spoke - spoken. Ed anche mistake - mistook - mistaken. E i simpaticissimi write - wrote - written, gli ultimi della serie, i più amati. A pari merito, se vogliamo dirla tutta, con let - let - let, la terna di verbi irregolari inglesi più umana.
Mi dileguavo, dicevo: già, quattro ore di lezione d'inglese mi attendevano ogni giorno, lì in Val di Fassa.
Insomma, come titolò un suo libro Mario Capanna: Formidabili quegli anni! (RCS, febbraio 1988)

shalom, a.

piesse: si può sperare in uno sconto senza tv (non serve), telefono (non serve), asciugacapelli (purtroppo non serve)?
utente anonimo

#2   14 Marzo 2008 - 19:19
 
Stai scherzando??? Solo chi non ha mai vissuto in montagna e soprattutto tra la gente di montagna puo' dire che sia uno sbaglio fare una tale scelta!!! Gli anni passati tra quei decori mozzafiato saranno una grande scuola di vita e di umiltà che ti permetterà di affrontare le grandi sfide della vita. Un tale insegnamento non ha prezzo!!!
Un caro saluto kim
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#3   18 Marzo 2008 - 16:13
 
ciao, Etty come PierGiorgio

geggione
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#4   19 Marzo 2008 - 11:09
 
ciao a.,
non credevo leggessi ancora questo blog. Il meccanico ormai è chiuso, son stata a chiacchierare con lui e sua moglie tutto il pomeriggio l'altro giorno. Due bellissime persone

kim, ti ringrazio dell'incoraggiamento. Ma non dimenticare che il mondo ha paura della solitudine, credi significhi esser soli.
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#5   26 Marzo 2008 - 17:54
 
Ciao Etty,
da qualceh tempo ogni tanto faccio un salto sul tuo blog.
Ho letto della tua avventura a Penia, ma mi chiedo i tuoi studi giuridici, la professione di avvocato?
Hai scelto una nuova strada?
Con affetto

nadia
utente anonimo

Commenti
 

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questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
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