L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità
Mi piaceva leggere i titoli dei libri.
Avevo 7 o 8 anni e mi sedevo sul pavimento o mi arrampicavo tra il divano ed il mobile. Dev'essere un'abitudine che mi è rimasta dentro se ancora oggi d'istinto leggo titoli nelle case altrui.
Ricordo che la mia casa è sempre stata piena di librerie piene di libri in ogni stanza. Come oggi, eccetto i bagni, ognuno a casa mia - non importa l'età - ha i suoi libri che girano per casa.
Leggevo titoli perchè i contenuti non sempre erano permessi. "Son troppo difficili. Non fanno per te. Quando sarai più grande".
Ricordo un nome che tornava spesso e ricordo a memoria tutti i suoi titoli. Se il sole muore, Niente e così sia, Un uomo, Penelope alla guerra, Inshiallah, Lettera ad un bambino mai nato.
Mi fu concesso solo quest'ultimo e la prefazione in un vecchio Zanna Bianca, gli altri rimasero ad aspettare. Poi però i giorni della rabbia e l'orgoglio ed un articolo sul Corriere che non mi piacque fecero cadere nel dimenticatoio quel nome. Non m'interessava più. E scomparve anche da casa, relegata sempre più indietro negli scaffali.
Qualche giorno fa l'Europeo ha pubblicato un numero speciale dedicato ad Oriana Fallaci con le sue interviste degli anni 60 e 70. Splendide. Al punto che i treni a singhiozzo a causa di un fulmine sulla mia linea giornaliera mi son sembrati una benedizione: avrei letto un'intervista in più!
Coco Chanel, Jayne Mansfield. Antonioni e la Vitti, Kissinger, il Vietnam. Fotografie che non esistono più.
Chi è la giornalista tanto osannata allora e sui cui oggi tutti si dividono?

io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza
Etty Hillesum, 1943
perché
"artisan de paix"?
questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole
leggi i racconti dalla Terra Santa
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"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)
Etty Hillesum, Diario 1941-1943
Amos Oz, Contro il fanatismo
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