artisan de paix

L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità

sabato, 27 gennaio 2007

TESTIMONE

amica: "se dovesse aver quella malattia, è genetica e ci sconsiglierebbero di avere figli. E lui, lo so come è fatto, mi direbbe di lasciarlo, di trovare una persona "normale". A volte sente di non meritarsi l'amore, di non esserne all'altezza"

io: "mi chiedo se l'amore si meriti, se esista un merito ad essere amati. In fondo anche il più grande delinquente o la madre più inadeguata sono amati. Eppure crediamo sempre di doverci meritare l'amore..."
E pensavo all'amore di Dio, così impensabile di fronte ai nostri demeriti.
E rimanevo zitta, perché cosa vuoi che ne sappia io, mi pareva di non aver titolo per nulla.

Postato da: etty a 17:27 | link | commenti
inutilefede


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io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza

Etty Hillesum, 1943

perché
"artisan de paix"?

storia del mio viaggio in Terra Santa

questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole

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"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)

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Etty Hillesum, Diario 1941-1943

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