artisan de paix

L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità

mercoledì, 03 gennaio 2007


Come la cerva tende ai corsi d'acqua,

così l'anima mia si distende a te, o Dio.
L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente:
quando verrò e vedrò il volto di Dio?


Le lacrime sono mio pane giorno e notte,
mentre mi dicono sempre "Dove è il tuo Dio?"

Questo io ricordo, e il mio cuore si strugge:
attraverso la folla avanzavo tra i primi
fino alla casa di Dio,
in mezzo ai canti di gioia
di una moltitudine in festa.

Perché ti rattristi, anima mia,
perché su di me gemi?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.
foto di Giacomo Viali - Ein Avdat - Terra del Santo, agosto 2006

Postato da: etty a 18:54 | link | commenti (1)
diariodiviaggio, miaterrasanta, paroladelsignore


Commenti
#1   05 Gennaio 2007 - 22:45
 
Un caro augurio di Buon Anno da Bologna.
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Commenti
 

about me

io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza

Etty Hillesum, 1943

perché
"artisan de paix"?

storia del mio viaggio in Terra Santa

questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole

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"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)

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Etty Hillesum, Diario 1941-1943

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