artisan de paix

L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità

domenica, 30 marzo 2008

E poi improvvisamente l'ultimo cliente esce, si pulisce tutto, si chiudono i balconi alle finestre. Si chiude l'albergo, 3 mesi e mezzo di lavoro.
Tra due giorni torno a casa.

Postato da: etty a 17:47 | link | commenti (2)
diariodiviaggio

domenica, 23 marzo 2008

Quasi una paura d'amare

Provo a spiegarmi così il mistero della Pasqua: quasi una paura d'amare.
Come stamattina che avrei voluto che la lunga fila verso la Comunione fosse più lunga, più lenta.
Come quando ricevi un dono (un'amicizia, una sorpresa od un talento), si ha quasi paura a riconoscerlo.
Come quando ami una persona, hai paura di rimanere delusa, ferita, non ricambiata. Paura d'amare, paura di essere felice, paura che la vita ti sorrida.
Paura che Qualcuno ti ami.

Buona Pasqua

Postato da: etty a 13:57 | link | commenti (3)
inutilefede

sabato, 22 marzo 2008

Domattina partono gli ultimi clienti della Rep. Ceca. Ho calcolato che 7 settimane a 90 cechi più l'ottava settimana con una trentina, fanno più di mille cechi. Su una popolazione di 10 milioni di abitanti, son un piccolo ma significativo campione.

Il cliente ceco ha il vantaggio di non chiedere mai niente, di farsi i fatti suoi. Esce alle 8 di mattina e torna alle 18. Come non averlo. Il cliente italiano invece vuol esser coccolato, è tendenzialmente pigro al mattino e arriva in ritardo a cena.

I lati negativi del cliente ceco sono l'uso delle cose. Le persone più anziane, soprattutto, hanno poca cura delle cose, siano le porte di ingresso lasciate aperte, i muri delle stanze rovinate, le manopoline regolatrici dei termosifoni sparite.

Noi italiani siamo sicuramente più puliti (almeno una doccia al giorno, tornati dalla piste di sci) e c'è maggior cura delle stanze. Ed in vacanza vogliamo spendere: se la vacanza costa 100, ne spendiamo almeno altri 100 tra bar, ristorante ed extra varie.

Succede quindi che sebbene gli stipendi medi in Rep. Ceca siano più bassi dei nostri (un operaio prende sui 400-500 euro, un impiegato sugli 800), loro stiano letteralmente prendendo d'assalto le Dolomiti in questi anni. Non spendono un euro, anche quelli che economicamente stanno bene, si portano tutto da casa (pane, salame, casse di birra, frutta...).
Noi italiani non facciamo più settimane bianche, al massimo andiamo in montagna qualche week-end. Da un lato le difficoltà economiche di molti, dall'altro perché mete low coast fanno una concorrenza spietata.

Postato da: etty a 12:52 | link | commenti (1)
diariodiviaggio

giovedì, 13 marzo 2008

Il mio lavapiatti di sera porta il pane vecchio ai caprioli che scendono dal bosco qui davanti. E' tempo di parti, nei prossimi giorni forse si vedranno i piccolini.

Postato da: etty a 21:45 | link | commenti (1)
diariodiviaggio

mercoledì, 12 marzo 2008

Figli

Questo pomeriggio ho corso a perdifiato per questa discesa, senza aver paura di farmi male. Mi sembrava di volare.
Ora vivo qui, nell'albergo verde di Penia ed ho scelto di viverci più dei 3 mesi inizialmente concordati. Due anni? Chi lo sa.
Ho 28 anni, qualcuno già mi dirà che sbaglio a rintanarmi in fondo ad una valle. Ma basta alzare lo sguardo fino alla punta del Piccolo Vernel. Oppure bussare di porta in porta per chiedere aiuto alle signore del paese come venerdì scorso.

Correvo perché come al solito in ritardo, appuntamento da un vicino. Coppia matura che gestisce il proprio piccolo hotel: "venerdì torna nostro figlio, 25 anni, e dovrà dirci cosa vuole fare, se gli interessa continuare qui oppure no"
Una vita di sacrifici per costruire tutto, negli occhi dei genitori amore e preoccupazione.

Amo ascoltare le storie delle persone di paese, le raccolgo tra un caffé ed un altro

Postato da: etty a 23:28 | link | commenti (5)
diariodiviaggio

 

about me

io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza

Etty Hillesum, 1943

perché
"artisan de paix"?

storia del mio viaggio in Terra Santa

questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole

leggi i racconti dalla Terra Santa

guarda le foto

"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)

sul comodino

Etty Hillesum, Diario 1941-1943

sulla scrivania

Amos Oz, Contro il fanatismo

in borsa

Carretto - Balducci,
La santità della povera gente

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