L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità
Vita da direttrice su ghiaccio
Visita dell'elettricista capo (EC) con progettista capo (PC)
Antefatto: EC è venuto la sera di capodanno a farmi ripartire l'energia elettrica
quando lo vidi, esclamai per la gioia "oh, babbo natale! guarda che sei invitato a cena quando vuoi"
Ieri
io - eh, guarda che ancora a cena non sei venuto
EC - veniamo, veniamo
io - come veniamo? quanti siete? non mi porterai mica tutta la squadra [sottointeso di elettricisti]
PC - sì, la squadra di hockey
io - di hockey?
PC - non sai che è un fan dell'hockey? mi ha pure regalato l'abbonamento
io - ah! sarai mica presidente del fan's club?
PC - no, è presidente della squadra
io - ...
Sabato si va a veder l'hockey, il Fassa è arrivato 2° nella regolar season di serie A
A volte quassù mi pare che la S. Messa sia un lusso.
Arrivare puntuale in Chiesa, ieri addirittura in anticipo di 5 minuti nonostante avessi sbagliato posto.
Ritagliarsi quel tempo, sperare che non succeda niente di urgente la domenica mattina (la sera è impossibile muoversi in queste settimane, con 90 persone a cena).
Non nascondo che la giornata di ieri sia stata difficile: black-out elettrico alle 7.30 di mattina causa 30 bollitori elettrici usati in contemporanea nelle camere.
Non ne sono sicura, ma credo di aver pregato di riuscire ad andare a Messa. Era un desiderio, poi un fiat. E mi sentivo ricca a stare lì, in mezzo a babuske e impellettati, da sola ma non sola.
Fino a quando, prima della fine, un'altra emergenza: 2 caldaie in blocco (cioè tutte). Non si scherza con - 5 gradi sotto zero (particolare tecnico per i miei ingegneri-lettori: il black out elettrico di un'ora ha causato il congelamento del collegamento dalla cisterna di gasolio alle caldaie. Ebbene sì, qui non è ancora arrivato il gas per il il riscaldamento).
Neanche il tempo di una Messa, mi dicevo alle 13 quando tutto finalmente pareva sistemato.
Per fortuna stamattina è passato Ivano a bersi il suo solito caffé. E stamattina per la prima volta mi ha sorriso e mi ha chiamato "signorina".
E' una sicurezza sapere che quando non trovo tempo per Cristo, Lui lo trova per me.
Qualche post si è perso in queste settimane, ma 90 cechi ogni 3 giorni per 7 settimane son impegnativi. Fanno 1260 cechi tra il 25 gennaio ed il 15 marzo.
Inutile dire che non ho imparato il ceco ma mi sforzo di capire come dire le cose.
Perchè comunicare non è una questione linguistica.
Tra gli ospiti ho incontrato un giudice della corte d'appello di Brno, il cantante di questo gruppo, un caporeparto della Marzotto, grossa impresa del Vicentino, in espansione in Rep. Ceca e che a Valdagno sta mettendo tutti in cassa integrazione.
Succede che le famiglie italiane vanno sempre meno in vacanza e la Val di Fassa si riempie di russi, polacchi e cechi. Tra massimo 5 anni mi aspetto i gruppi di turisti rumeni.
Mario Calabresi, Spingendo la notte più in là
Un libro per leggere il clima della fine degli anni sessanta - inizio anni settanta. Per chi come me non riesce a capire la rabbia nelle parole di chi rivendica diritti su quel periodo.
Dopo averlo letto ho aggiunto la moglie del Commissario Calabresi alle persone che vorrei incontrare.
Qui un assaggio, qui le parole in tv dell'autore
io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza
Etty Hillesum, 1943
perché
"artisan de paix"?
questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole
leggi i racconti dalla Terra Santa
guarda le foto
"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)
Etty Hillesum, Diario 1941-1943
Amos Oz, Contro il fanatismo
Carretto - Balducci,
La santità della povera gente
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