Legal humor
ovvero come far scappare un uomo che voleva solo provarci in 10 battute
Pc di sera a casa, sto finendo di scrivere cose mie.
Ho voglia di spegnere il pc e fare altro.
Skype acceso in automatico, mi contatta GiovaneAvv dal nome che mi pare di conoscere, ma non ricordo chi sia.
Rispondo alla chat perché il codice deontologico dice "rispondere sempre ai colleghi". Ed io son giovane praticante, ligia al dovere.
GiovaneAvv: ciao
io: ciao
GA: come va?
io: bene... ma mi devi scusare, ci conosciamo? ci siamo incontrati dove?
GA: lo sai che ho un'amica con il tuo cognome dalla tue parti? Si chiama E., è tua parente?
io: no, mi spiace. Quindi deduco che non ci conosciamo, caro Avv. per cui...
GA. già sono Avv. e bla bla bla foro di bla bla e mio zio Avv bla bla ed ho cause nei Tribunali di bla bla
io: fai civile?
GA: sì, sono civilista ed amministrativista.
io: ah! si dice così?
GA: sì, si dice così. Mi occupo di cause di bla bla bla. Bla.
io: ehm, sì....
GA: e tu cosa fai?
io: io?
GA: sì
io: volontariato...
GA: bello!
io: già. 8-10 ore al giorno.
GA: ti riempie la vita
io: beh, sì
GA: è un'esperienza importante
io: ...da un avvocato. Faccio la pratica.
GA: .................
Mi spiace, non ho resistito.
AMAR
ORD
Ieri a tavola tra fratelli, si ricordava:
- la prima volta? 1986, in prima elementare
- programma? Logo, per disegnare e imparare la geometria (che scuola!)
- il primo tutto mio? Natale 1988, modello bianco con datacassette
- gioco preferito? Predatore
- linguaggio di programmazione? basic

Una scena era normale:
il "mangianastri" ci metteva qualcosa come 15 minuti per caricare un gioco. Quando finalmente stavi per cominciare a giocare, uno sbalzo di tensione ed il C64 si riavviava. Tutto da rifare.
Un po' come stamattina al lavoro, tutti quei mega-erz-giga-bait e poi mi si è riavviato da solo 4 volte mentre stavo sistemando un contratto.
Precario il contratto e pure il pc.

Lei non lo sa, ma è la mia nonna spirituale.
L'ho ribattezzata io così e spero non ne abbia a male.

Ieri l'ho intervistata per più di due ore e mi ha raccontato la sua vita, da quando è entrata in Azione Cattolica nel 1937 perché era alla ricerca di un ideale grande.
Di come si è innamorata, della vita e del Signore.
Di quando nel 1943 venne incarcerata per 10 giorni dai fascisti ed interrogata per 2-3 volte perché in una lettera aveva scritto che stava studiando Giuseppe Toniolo.
D'altronde quando la interrogarono su cosa facesse, il dialogo fu di questo tenore:
- sono della Gieffe
- Gieffe?
- Gioventù femminile di Azione Cattolica
- e che cosa fa?
- sono delegata diocesana per le piccolissime
- e chi sono le piccolissime?
- le bambine dai 4 ai 6 anni. Perché dai 0 ai 4 si chiamano angioletti.
E dell'amore per la Chiesa, così difficile oggigiorno da spiegare (anche dentro la Chiesa, aggiungo io).
E quel segreto, datato 1943 e confidato alla fine, che non posso pubblicare.
Il vero scoop sono 60 anni dedicati al Signore senza clamore.
Ritorno
Questa sera veniamo da voi, cantando un canto,
per il sentiero della luna,
o villaggi, villaggi;
nei vostri cortili
lasciate che ogni mastino si svegli,
e che le fonti di nuovo
nei secchi irrompano a ridere -
Per le vostre feste dai campi, vagliando
vi abbiamo portato con canti la rosa.
Questa sera veniamo da voi, cantando l’amore,
per il sentiero della montagna,
o capanne, capanne;
di fronte alle corna del bue
lasciate che infine si aprano le vostre porte,
che il forno fumi, che si incoronino
di un fumo azzurro i tetti -
Ecco a voi le spose con i nuovi germogli
hanno portato il latte con le brocche.
Questa sera veniamo da voi, cantando la speranza,
per il sentiero del campo,
o fienili, fienili;
tra le vostre buie pareti
lasciate che risplenda il nuovo sole,
sui tetti verdeggianti
lasciate che la luna setacci la farina -
Ecco vi abbiamo portato il fieno raccolto in covoni
la paglia con il dolce timo.
Questa sera veniamo da voi, cantando il pane,
per il sentiero dell’aia,
o granai, granai;
nell’oscurità del vostro seno immenso
lasciate che sorga il raggio della gioia;
la ragnatela sopra di voi
lasciate che sia come un velo d’argento;
poiché carri, file di carri vi hanno portato
il grano in mille sacchi.
Daniel Varujan
P R O B L E M A di M A T E M A T I C A
La maestra detta a Pierino il seguente problema:
"In un paese chiamato Bel, Gov.it ha fatto un accordo con Postale: da dicembre 2006, il rinnovo di permesso di soggiorno sarà fatto obbligatoriamente con il sistema di Postale.
Per ogni rinnovo Postale riceverà € 30.
Nei primi 6 mesi sono state fatte 570.361 domande di rinnovo di permesso di soggiorno.
Se ogni giorno, sono fatti 280 permessi in tutto Bel, quanti giorni lavorativi occorreranno per completare il rinnovo di tutti i permessi?
E se per ogni anno, si lavorasse 300 giorni, quanti anni ci vorrebbero?
Calcola quanto guadagnerà Postale.
D A T I
€ 30 per ogni rinnovo
570.361 domande di rinnovo
280 al giorno
300 giorni lavorativi ogni anno
S V O L G I M E N T O
570.361 / 280 = 2.037
2.037 / 300 = 6,79
570.361 X 30 = 11.110.830
R I S P O S T E
Occorreranno 2037 giorni lavorativi ovvero 6,79 anni.
Postale ha già guadagnato 11 milioni di euro."
I dati sopra riportati provengono da fonti attendibili e sono relativi ai soli primi 6 mesi di vita del sistema postale per il rinnovo del permesso di soggiorno. Non sono dati inventati.
Ogni permesso ha durata dai 6 mesi ai 2 anni, quindi è presumibile che nei prossimi 6 mesi venga chiesto il rinnovo di un altro mezzo milioni di permessi di soggiorno.
Tra poco più di un anno e mezzo, nel paese di Bel, nessuno extracomunitario avrà più un permesso di soggiorno ma solo la ricevuta di Postale.
Aveva proprio ragione la persona con cui ho parlato la settimana scorsa: "questi qui vengono qui ed approfittano del nostro sistema".
Ma quali altri abitanti di quale altro paese di quale altro mondo si costruiscono un sistema talmente assurdo?
L'integrazione subalterna
1 giugno 2007, bevo un caffé con un "bravo cristiano":
"perché vedi, te lo spiego io: questi qui vengono qui ed usano i nostri diritti: nei loro paesi, mica hanno tutte le possibilità che ci sono qui. E tutte le cause di lavoro che fanno che mi racconti... stanno minando il sistema"
"[L’]incontro tra società (ed economia) italiana e popolazioni immigrate tende ad assumere la forma dell’integrazione subalterna: gli immigrati sono accettati se si accontentano docilmente degli ultimi posti, dei lavori rifiutati dagli italiani così come delle abitazioni fatiscenti e abbandonate, senza rivendicare nulla di più e senza neppure aspirare, segnatamente nel lavoro dipendente, a posizioni che possano mettere in discussione la supremazia della popolazione autoctona."
dietro ogni sorriso, la cura del particolare
A tutti gli elfi domestici, pardon praticanti avvocati che han passato lo scritto dell'esame di abilitazione per avvocati, le mie congratulazioni.