artisan de paix

L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità

mercoledì, 28 febbraio 2007

Mi manca solo il segnalibro
Meta preferita di pausapranzo non può che esser la libreria.
Come racconto a qualche amico, cosa vuoi che ci sia di meglio di entrare, leggere e poi rimettere il libro al proprio posto prima di uscire?
- perché non vai in biblioteca, esistono per questo
- perché vuoi mettere la bellezza di un libro nuovo. Non mi vorrai dire che è la stessa cosa provare un vestito nuovo od uno usato, no?
- mah, ti manca solo il segnalibro
 
Con grande scandalo di qualcuno, quale libreria si potrà mai frequentare che faccia orario continuato, che sia sufficientemente simile ad un supermercato dove poter prendere i libri impilati come barattoli di pomodori e che abbia anche i divanetti in fondo per stare comodamente seduti senza che nessuno ti disturbi?
Già, la catena libraria con logo biancorosso, carta biancorossa e sconti biancorossi. E scheda raccogli punti da supermercato blu.
Il primo mese mi sono impegnata: poesie di Alda Merini, un testo di Agota Kristof. Addirittura prendevo in mano T.S. Eliott e C.L. Lewis (Carl Lewis, come lo chiamo io)
No, non si può.
Ci vuole qualcosa di leggero, vago, che ti permetta di svuotarti come solo un serial tv americano sa fare (e su questo serve un post a parte). Appunto, una libro-pop americano: il diavolo veste Prada, 416 pagine.
Pile e pile di libri nella sezione "bestseller" mi davano la garanzia che avrei fatto in tempo a leggerlo prima che esaurissero le scorte.
Una volta alla settimana è diventato il momento catartico: i pensieri-sfogo di una neolaureata a cui si chiede competenze da esperto del settore, orari-flessibili, retribuzione in formato "il posto dove sei...sai cosa darebbero altri per essere lì?" (più e più volte ripetuto nel libro).
Tutto perfetto, tranne un po' la vergogna di mettersi a leggere un libro così leggero per settimane (la vergogna che mi ci volesse così tanto)
Ieri gli ultimi capitoli, mancavano poche decine di pagine, una pausapranzo appena.
Solo che non trovavo più la pila di libri: possibile l'avessero rispedita tutta indietro? Neanche una copia di riserva? Mi toccava ordinarlo?
Ero sul punto di cedere e chiedere alla commessa-attacca-etichette-metti-fascette dove diavolo fosse finito.
Semplicemente era stato spostato, messo ai margini di "bestseller" e pronto a passare a "classic". E' un libro che farà strada, me lo sento.
ps peccato per il finale, così scontato: quale mai può essere il licenziamento da sogno di una neolaureata? quello per insubordinazione, ovviamente...

Postato da: etty a 13:56 | link | commenti (2)
pausapranzo

martedì, 27 febbraio 2007

non sai cosa fare a pranzo?
non vuoi rimanere in ufficio (troppo alto è il rischio di continuare a lavorare) ma non fai in tempo a tornare a casa a pranzare?
lavori in una città per te sconosciuta?
pausapranzo è la nuova rubrica su questo blog che fa per te

Postato da: etty a 19:38 | link | commenti
pausapranzo

mercoledì, 21 febbraio 2007

Il roveto ardeva senza consumarsi.
Quante volte ci consumiamo senza bruciare?

Foto di Giacomo Viali (2006)

Postato da: etty a 13:55 | link | commenti
aquiloni

mercoledì, 14 febbraio 2007

"Non però che io abbia gia conquistato il premio o sia ormai arrivato alla perfezione; solo mi sforzo di correre per conquistarlo, perché anch'io sono stato conquistato da Gesù Cristo." (Fil 3,12)

Passano i giorni ed ancora non ho trovato le parole per raccontare  il mio rapporto con Gesù. Sabato si avvicina.

La Parola, quella sì, mi ha trovata: è il capitolo 3 della Lettera ai Filippesi.
Credo proprio partirò da lì per raccontare la mia strada da Gerusalemme ad Emmaus e ritorno. Così pure le domande di fede, gli interrogativi che la vita ti mette davanti:
sceglierò un venerdì di dolore, un sabato di silenzio ed una domenica di gloriosa manifestazione. Perché la vita del cristiano è questa.

Proverò anche a buttare lì qualche frase sulla dimensione comunitaria della salvezza. C'è il rischio, oggigiorno, di vivere la fede in maniera troppo intimistica, troppo individuale, dimenticando la fatica e la bellezza dell'essere Chiesa.

Postato da: etty a 14:25 | link | commenti (5)
inutilefede

Piccole soddisfazioni, anche se senza nome.

Postato da: etty a 13:56 | link | commenti
praticanteavvocato

giovedì, 08 febbraio 2007

Chiamata

Ingresso di importante luogo pubblico, sede locale di ministero del lavoro.
Un uomo dorme per terra, coperto dai cartoni e in corrispondenza di una grata da cui esce aria calda. Sono le 10.30 e il signore dorme profondamente.
Non russa e sembra come morto.

Postato da: etty a 14:52 | link | commenti
diariodiviaggio

mercoledì, 07 febbraio 2007

Il pudore delle parole

Tra dieci giorni sarò animatrice ad un weekend di spiritualità per ragazzi di 17-18 anni. Tra le varie cose, è previsto anche un momento di testimonianza dei 6 animatori ciascuno con il proprio gruppetto.
5-6 ragazzi in cerchio, a te la parola per raccontare l'incontro ed il rapporto con Gesù.

Non è la prima volta che mi viene chiesta una testimonianza di fede a parole, ma ogni volta la stessa inquietudine, lo stesso pensiero "chi metterò al centro del mio dire? me stessa o Cristo?". Credo che sia questa la cosa più difficile: una testimonianza ha senso quanto più i propri racconti, i propri fatti di vita si fanno trasparenti. Vetro attraverso cui lasciar passare la luce.

L'altro rischio è quello di rimanere sul general-generico, sul superficiale. Parole come amore, dolore, fiducia, affidarsi...vanno usate con il contagoccie. Preferisco parlare di fatti avvenuti, di date e luoghi precisi, di domande e non di risposte cui ci troviamo di fronte tutti prima o poi. Ma questo implica un rischio, un mettersi in gioco che costa fatica: la paura di esser derisa, di non esser accettata nei miei limiti di fede rimane e ci sarà sempre.

Postato da: etty a 15:18 | link | commenti
inutilefede

domenica, 04 febbraio 2007

Un paio d'ore fa

"con gli educatori abbiamo pensato che potresti spiegare nei primi 5 minuti il conflitto tra Israele e Palestina..."

A 200 ragazzi dai 9 ai 14 anni? In 5 minuti?
Per fortuna il supercammello e il suo sputo mi han dato una mano.

Istruzioni per l'uso
Il link è un po' ballerino, a volte
il video si vede, altre volte no. Se rientrate nella seconda ipotesi, inserite "pace" nella colonna sinistra della pagina che si aprirà quale parola-chiave e poi scegliete "POP - Peace of pace".
Si sconsiglia la visione ad un pubblico adulto.

Postato da: etty a 15:41 | link | commenti
diariodiviaggio

 

about me

io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza

Etty Hillesum, 1943

perché
"artisan de paix"?

storia del mio viaggio in Terra Santa

questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole

leggi i racconti dalla Terra Santa

guarda le foto

"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)

sul comodino

Etty Hillesum, Diario 1941-1943

sulla scrivania

Amos Oz, Contro il fanatismo

in borsa

Carretto - Balducci,
La santità della povera gente

piccola libreria random

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