artisan de paix

L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità

domenica, 28 gennaio 2007

Don't call me baby (natural power will be with you)


Galeotto fu un viaggio in Puglia, circa 2 anni fa, me ne innamorai. Prima lo conoscevo, sapevo che c'era, ma nulla più: l'impianto a metano.
Così ora che la vecchia uno bianca - euro zero se ne va in pensione, ho premuto l'acceleratore sul natural power ovvero il metano.
La battaglia si è giocata in casa su diversi aspetti:
distanza dal distributore (300m), costo (ci sono gli ecoincentivi in finanziaria), vantaggi esclusivi (girare in città con qualsiasi blocco del traffico e targa alterna che sia), ma soprattutto: potrò fare il pieno anch'io con il mio non-stipendio da praticante (8 euro, dico, 8 euro per 300km!).
Poi il modello: si è preferito un'auto con l'impianto già installato (in Italia solo Fiat, mentre ad esempio in Germania trovate anche Golf e mille altri modelli - ma in Germania i presidenti di calcio non sono petrolieri, mi pare).
Il ballottaggio finale tra la Panda e la Punto, entrambe con impianto installato e doppio bochettone benzina/metano, ha visto la prima sfilare sul traguardo grazie ad un bagagliaio molto più ampio.
Alla fine la cosa più difficile è stata la scelta del colore: cari amici della Fiat, è un peccato che il nuovo giallo sia così pallido, potete mica cambiarlo con uno più solare?

Metanisti
, state attenti.

Postato da: etty a 19:46 | link | commenti (2)
diariodiviaggio

sabato, 27 gennaio 2007

TESTIMONE

amica: "se dovesse aver quella malattia, è genetica e ci sconsiglierebbero di avere figli. E lui, lo so come è fatto, mi direbbe di lasciarlo, di trovare una persona "normale". A volte sente di non meritarsi l'amore, di non esserne all'altezza"

io: "mi chiedo se l'amore si meriti, se esista un merito ad essere amati. In fondo anche il più grande delinquente o la madre più inadeguata sono amati. Eppure crediamo sempre di doverci meritare l'amore..."
E pensavo all'amore di Dio, così impensabile di fronte ai nostri demeriti.
E rimanevo zitta, perché cosa vuoi che ne sappia io, mi pareva di non aver titolo per nulla.

Postato da: etty a 17:27 | link | commenti
inutilefede

lunedì, 22 gennaio 2007

Cicugeo

Venerdì scorso a pranzo:
un'italiana (oltre a me)
un'egiziana
una sudanese

Poi, al momento del caffé, è arrivata un'equadoregna che ha tre figli (di cui uno adottata) ed attualmente ospita in casa una ragazza filippina di 24 anni mamma da 6 mesi e la madre della ragazza, anch'essa filippina.
"Perché c'è spazio e questa ragazza aveva bisogno"
C'era un senso di maternità nei discorsi che non riesco a descrivere.

Il papà del baby di 6 mesi è italiano, ma non ha riconosciuto il figlio (e quindi il figlio attualmente è solo cittadino filippino)
Ho spiegato all'equadoregna in ordine sparso:
cittadinanza italiana, riconoscimento del figlio, esame del DNA, obbligo al sostentamento, gratuito patrocinio, potestà genitoriale e disaccordo tra i coniugi, giudice tutelare.

La giovane mamma filippina non vuole niente di tutto questo,
ed io mi chiedo se ho fatto bene a spiegare,
se non abbia aggiunto pensieri e preoccupazioni a chi ne ha già a sufficienza.
Era come se la giustizia non fosse nel "riconoscimento di diritti" che spiegavo, ma in quel "vuoto a perdere".
Quello dell'accoglienza della signora equadoregna verso la ragazza filippina
quello della ragazza filippina verso la vita che nasce
quello della ragazza sudanese, suora novizia, che racconta la sua chiamata
quello dell'italiana che racconta del sole di Betlemme (e non ero io quell'italiana!)

Poi la signora equadoregna ha sciolto il mio nodo:
"ora la giovane madre è arrabbiata con il padre italiano fuggito all'estero pur di non farsi sentire. E lei non vuole che lui riconosca il figlio perché ha paura che glielo porti via o che non le permetta di portarlo nelle Filippine. Ma il figlio un giorno vorrà sapere chi è suo padre."

La vita è un diritto od un dono?
Se è un diritto, allora ho diritto di decidere quando vivere e quando morire, ho diritto di non essere limitata dalle scelte degli altri.
Quando è un dono, non è tua, non la possiedi.
Sei tu che appartieni a lei.

Foto Carutapera

Postato da: etty a 01:57 | link | commenti
diariodiviaggio, pensiericlandestini

giovedì, 18 gennaio 2007

Non c'è due senza tre

Dopo "La libertà di non credere" nel 2004 e "Dieci ragioni per vedere Mosca" nel 2005, ecco sempre su Italians del Corriere:
"Base USA di Vicenza: qualche domanda"

N.B. volutamente provocatorio in alcuni punti, l'obiettivo è far capire a chi non vive a Vicenza cosa "sente" il comune magnagati. Perché una base militare straniera vicino casa non è proprio quel che si dice una comodità.

N.B.B. Come? Cosa vuol dire magnagati? (la risposta in questo link)

Postato da: etty a 13:47 | link | commenti (1)
diariodiviaggio

martedì, 16 gennaio 2007

Ancora 10 mesi per finire la pratica, il conto alla rovescia è cominciato.
Ma non credo possano finire certi episodi che meriterebbero un post ciascuno.

Come la settimana scorsa. Ho partecipato al funerale di un parente di una persona conosciuta sia da me che del mio dominus. E così siamo andati insieme alle esequie con rito cattolico.
Chi conosce i personaggi capirà che ero un poco imbarazzata, però tutto procedeva tranquillo. Gli ho perfino spiegato che cos'è l'Unitalsi.
Fino a quando il celebrante, al momento del Padre Nostro, ha detto: "e adesso ci prendiamo tutti per mano".
(no, non ci siamo presi per mano, ci mancherebbe, però ammetto che quasi me la facevo addosso)

Postato da: etty a 15:25 | link | commenti
diariodiviaggio, praticanteavvocato

sabato, 06 gennaio 2007

la PORTA dell'UMILTA'
(Betlemme - Basilica della Natività)

foto di Giacomo Viali

Postato da: etty a 12:26 | link | commenti (1)
diariodiviaggio, miaterrasanta

mercoledì, 03 gennaio 2007


Come la cerva tende ai corsi d'acqua,

così l'anima mia si distende a te, o Dio.
L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente:
quando verrò e vedrò il volto di Dio?


Le lacrime sono mio pane giorno e notte,
mentre mi dicono sempre "Dove è il tuo Dio?"

Questo io ricordo, e il mio cuore si strugge:
attraverso la folla avanzavo tra i primi
fino alla casa di Dio,
in mezzo ai canti di gioia
di una moltitudine in festa.

Perché ti rattristi, anima mia,
perché su di me gemi?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.
foto di Giacomo Viali - Ein Avdat - Terra del Santo, agosto 2006

Postato da: etty a 18:54 | link | commenti (1)
diariodiviaggio, miaterrasanta, paroladelsignore

martedì, 02 gennaio 2007


In questo nuovo inizio d'anno ho qualche giorno di vacanza. Ne approfitto per mettere un po' d'ordine, anche dentro di me; ho scelto alcune foto per descrivere il mio 2006 che intendo pubblicare un po' alla volta (e spero che il bravissimo fotografo Giacomo Viali non me ne voglia: le foto sono sue e meritano! Grazie, Jackye, per il cd che mi hai regalato la settimana scorsa).

La prima foto è in realtà una coppia (qui sopra e qui sotto) datata 3 agosto 2006, sud d'Israele, Mizpe Ramon, nel deserto del Neghev. Si tratta di un cratere del diametro di circa un centinaio di km e il fenomeno dell'erosione.
La sveglia quel giorno è suonata alle 5 od alle 4, non ricordo. Quello che ricordo è il freddo del buio, l'attesa, l'arrivo della luce che tutto cambia intorno a te, il deserto che si sveglia - perché il deserto è vivo.
Ricordo la lettura della Creazione all'alba, la Parola che si rende chiara, manifesta.
E fu sera e fu mattino.

Postato da: etty a 15:39 | link | commenti (3)
diariodiviaggio, miaterrasanta

 

about me

io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza

Etty Hillesum, 1943

perché
"artisan de paix"?

storia del mio viaggio in Terra Santa

questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole

leggi i racconti dalla Terra Santa

guarda le foto

"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)

sul comodino

Etty Hillesum, Diario 1941-1943

sulla scrivania

Amos Oz, Contro il fanatismo

in borsa

Carretto - Balducci,
La santità della povera gente

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