La dura legge del gol
Ieri: provare 10 paia di pantaloni e neanche uno che vada bene. Tuo fratello invece 1 su 1.
E' la dura legge del gol, fai un gran bel gioco però...
"Fai bene il bene"
Card. Schuster a p. Turoldo
Un muro non basta
Il prossimo settembre la mostra fotografica del VIS "Un muro non basta" sarà nella mia città, ospite della mia associazione: stiam preparando volantini e quant'altro!
Inoltre quest'estate è deciso: ritorno nella Terra del Santo, dal 31 luglio al 13 agosto. Terza volta in sei anni.
Ammetto che non ci volevo tornare. Perché rivedere pietre sante e pietre viventi farà male. Perché entrare a Betlemme, divenuta recinto per pecore con un muro di 8 metri tutt'attorno, farà male. E' un pellegrinaggio.
Poi chiamo Rawan, 21 anni, mia amica betlemita che studia in Italia con una borsa di studio dei Francescani di S. Caterina (Betlemme) per annunciarle che ci incontreremo laggiù, visto che son previsti tre giorni e relative notti laggiù.
No, io quest'anno non torno a casa per le vacanze - mi dice con voce profondamente triste.
Il biglietto costa troppo.
Se ne starà tutta sola in Italia?
Lo scrivo anche qui: se qualcuno raccoglie dei fondi per la Terra Santa, tenga presente anche Rawan. Credo che il sostegno di giovani che studiano nel nostro Paese per poi tornare a casa e aiutare la propria terra (questo è il progetto di Rawan) sia importante.
Sto pensando di raccogliere le frasi classiche che si dicono sugli immigrati.
Se ne dimentico qualcuna, potete aggiungerle sui commenti?
1 - gli immigrati son degli sfaccendati, non lavorano mai
2 - gli immigrati ci rubano il posto di lavoro
3 - il problema sono i clandestini, gli irregolari che non vogliono mettersi in regola
4 - vengono qui e pretendono di cambiare le nostre leggi
5 - vengono qui e vogliono pure portarsi dietro moglie e figli!
6 - vengono qui e vogliono cambiare le nostre leggi
7 - vengono qui e vogliono aprire moschee in ogni paese
ne conoscete altre?
mancano all'elenco i pregiudizi della "brava gente", di quelli che come me credono di far qualcosa di buono:
non crederete che io sia immune da questi pregiudizi, no?
Profumo di resurrezione
[Ogni riferimento in questo racconto è realmente accaduto: novembre 2004]
Ero ormai arrivata a Gerusalemme senza aver trovato quel che cercavo.
Giravo per l’ennesimo suq, il mercato arabo, e tentavo di tradurre in un stentato inglese la Parola di Dio, ma trovavo solo mercanti musulmani o al massimo cristiani poco frequentanti le pagine del Libro che tentavano di vendermi qualcos’altro.
Fradicia di pioggia, vedo alcuni frati dentro un negozio. Certamente sapranno.
“Hai presente il quartiere cristiano - mi risponde uno - dove c’è Casa Nova? Proprio lì fuori c’è un piccolo negozio di una signora cristiana. Prova a chiedere a lei”
Riprendo ombrello e buon passo, ricomincio la mia ricerca di una piccola boccetta di nardo, olio profumato e prezioso al tempo di Gesù.
Perché affannarsi tanto? Perché non accontentarsi di qualcosa di simile in un negozio qualunque?
Gesù era a casa di amici, quel mercoledì santo, ed una donna entrò quasi di colpo sulla scena. Ruppe un intero vasetto di nardo prezioso, quando ne sarebbero bastate poche gocce. I capelli di Gesù s’innondarono, il profumo invase la casa di Betania.
Immaginavo che i per i giorni successivi i Suoi capelli avrebbero profumato così.
Per tutta la giornata di giovedì. Fino a cena, fino all’arresto, fino in prigione, fino a davanti al sinedrio e poi a Pilato. Sicuramente fino alla croce.
Quale odore poteva avere la morte? Ed il nardo di quella donna avrà superato quello della morte e sarà durato fino al giorno dopo il sabato? I due discepoli, Pietro e Giovanni, entrando “videro i segni”. Ma sentirono il profumo di nardo?
Cercavo un segno concreto di resurrezione da portare a casa. Pensavo alle situazioni di dolore di amici in difficoltà che vedendomi partire per la Terra Santa mi avevano chiesto di essere ricordate. Alle situazioni nere, cieche di speranza - che cosa avrei potuto dire al mio ritorno? Non puoi vedere un profumo, non lo puoi toccare. Eppure è qualcosa di concreto. Puoi dire di non vederlo ma non puoi dire che non esista. Così è la nostra fede di poveri mendicanti del Cielo. Così la nostra ricerca di giovani per le strade di queste città. Cammini sbandanti, di negozio in negozio. Non ci vogliamo accontentare di un prodotto qualunque.
Con in testa tutti questi pensieri, arrivai al quartiere cristiano, svoltai al Franciscan Corner e proseguendo arrivai al negozio.
“Good morning. I don’t know in English, but I’m looking for an oil...” cominciai.
“Nard?” rispose pronta la signora.
C'è chi mi ha chiesto di prendere a prestito i miei auguri di Pasqua dello scorso anno, sul mandorlo, per quest'anno.
Lo scrivo anche qui: fate pure, nessun problema.
Quanto prima conto di scrivere quelli 2006.
Avranno un profumo particolare.
Ore 10 del sabato mattina, suona il campanello.
Due - dico - due giovani ragazze rappresentanti di non so quale aspiratore di polveri e micropolveri hanno appuntamento con mia mamma.
Ora sono ancora lì a far la dimostrazione: di minuto in minuto sono sempre più convinta che mia mamma accetti questi dimostrazioni...perché così fanno le pulizie-dimostrative-impossibili al posto suo.
Io invece chiedevo solo di dormire stamattina...
Appena tornata da questo film "All the invisible children" :
7 cortometraggi di bambini invisibili, girati da 7 registi diversi.
E' un film splendido.
Lo consiglio soprattutto a littlerome, ad uno dei suoi ultimi post in particolare.

about me
io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza
Etty Hillesum, 1943
perché
"artisan de paix"?
sul comodino
Etty Hillesum, Diario 1941-1943
sulla scrivania
Amos Oz, Contro il fanatismo
in borsa
Carretto - Balducci,
La santità della povera gente