Mattine a forma di bolle

Le mie mattine cominciano sempre così, dal lunedì al venerdì:
lavoro in una scuola elementare dalle 7.30 alle 8.30.
No, non faccio la nonna-vigile, come sostengono i miei amici, bensì l'accoglienza per i bambini che hanno i genitori che vanno a lavorare presto e non potrebbero aspettare l'inizio della scuola alle 8.30. Si tratta di un servizio del comune per le scuole della città, gestito dal Centro Sportivo Italiano.
Totale: 20 bambini.
Con cui giocare a carte, domino e il giro dell'oca (chi dice che bisognerebbe farli vincere? neanche per sogno!), costruire pesci con bottiglie di plastica e carta crespa, braccialetti con la pasta colorata.
Essere lì per le 7.30 è un po' dura - quando alle 8.30 parto in bici per andare in studio o in tribunale, mi par che sia già passata una giornata intera. Soprattutto quando ti raccontano le loro difficoltà: i genitori separati per una, la mamma appena operata di tumore per i due fratellini (e te lo racconta il loro papà, distrutto), la mamma del bimbo africano che ti chiede di aiutarla a compilare la carta dell'inps per assenza per malattia (proprio a me...).
Oppure quando vogliono a tutti i costi farti passare per scema. Oppure quando le bimbe di quinta parlano di cose da donne, e decidono di metterti a conoscenza - non senza un certo loro imbarazzo - di questi loro segreti.
Un giorno però son arrivate le bolle di sapone: i bimbi sembravano impazziti.
O ero io?
La praticante in studio legale/2
(fratello) - beh, adesso che lavori in uno studio legale, prenderai un sacco di soldi!
(io) - no, guarda, veramente non prendo niente
(f) - ma va! lo sanno tutti che gli avvocati...
(io) - ti dico che è così. Dappertutto.
(f) - 8 ore al giorno? dal lunedì al venerdì?
(io) - sì
(f) - ...quindi in sostanza fai, come al tuo solito, volontariato. Solo che lo fai per un avvocato, giusto?
Più è ingiusto, più amalo
Credo che una delle cose da tenere a mente nell'aiutare i poveri sia la loro dignità: facile a parole, molto meno nei fatti. Per questo sono convinta che sia più difficile "ricevere" che "dare", e che sia importante far esperienza concreta di dover chiedere aiuto, di trovarsi nella condizione di lasciarsi aiutare.
Mi raccontava un'anziana signora, membro di una Conferenza di S.Vincenzo (associazione di cui si sente poco parlare), di come si sia trovata di fronte a poveri che approfittano dell'aiuto dato loro. E mi disse una frase del santo fondatore che diceva all'incirca così "più è ingiusto, più amalo".
Se ripenso a questi mesi in cui mi sto affacciando al mondo dell'immigrazione e del diritto, devo ammettere che vedo il Male operare: ascolto racconti impossibili, di chi vive nell'illegalità non perché lo vuole, ma perché le nostre leggi italiane non permettono di essere in regola, e di chi che di fronte a ciò subisce qualsiasi umiliazione da parte di agenzie che millantano di aver potere di "sistemare le cose".
Poi vedo brava gente che da' l'anima per aiutare tutti, buoni e cattivi.
Vedo gente che ne approfitta, del bene altrui.
E quindi dico che vedo anche il Bene operare, vedo lo Spirito soffiare dove vuole.
Forse testimoniare vuol dire questo: potrò dire "sì, ho visto il Bene operare, ho visto lo Spirito agire".
Anzi, verrà il giorno in cui dovrò dirlo.
Se solo sarò riuscità a non chiudere gli occhi di fronte a tutto ciò.
[ed io per quanto tempo resterò a guardare?]
La sordità mi ha portato sull'orlo della disperazione
e poco è mancato che ponessi fine alla mia vita.
La mia arte, soltanto essa, mi ha trattenuto.
Ah, mi sembrava impossibile abbandonare questo mondo
prima di aver creato tutte quelle opere
che sentivo l'imperioso bisogno
di comporre.
Ludwig van Beethoven
Un paio di mesi fa mi è stato chiesto di scrivere della solitudine e dei giovani.
Ancora non ci sono riuscita. Cerco in ogni modo di rimandare.
Non ci vorrei riuscire perchè mi porterebbe a confrontarmi con un limite: quello del suicidio.
Non solo quello fisico, reale, ma anche il suicidio spirituale, affettivo.
E poi...in un mondo iper-comunicativo, ci sentiamo soli: cos'altro aggiungere?
Diminuisce il tempo per raggiungerci e aumenta la distanza tra noi.
(c'è chi sostiene che le categorie importanti oggi non siano quelle spazio-temporale, bensì tutto si misuri sulla terza dimensione: superficialità/profondità)
E' già qualche anno che preferisco associare alla solitudine la sordità.
Stasera ho riletto una frase di Beethoven che vi riporto qui sopra.

Ieri ho cambiato lo sfondo del desktop nel pc che uso in studio, ero stufa delle verdi-colline-windows-con-cielo-blu.
Ho messo questo bianco e nero che ho scattato nel novembre 2004, al confine tra Israele e Libano (posto che nonostante i militari e i controlli essendo zona di guerra fino a non troppi anni fa, è una zona turistica: gli inglesi costruirono un tunnel ferroviario nel 1944 che è ancora possibile visitare).
E' quello stesso mare, come direbbe Amos Oz, il mar Mediterraneo visto dall'altra parte.
La praticante in studio legale/1
(il titolo vuol essere un semplice omaggio al blog del precariato per eccellenza!)
Mi viene dato da prepare un decreto ingiuntivo per 77 euro.
Una cosa piccola, insomma.
Se non che si tratta del recupero di una somma d'iscrizione ad un'associazione di caccia.
Il Nero mi convoca.
N: "hai fatto il decreto ing.?"
io: "sì...ecco, però non sarei d'accordo con lei per la competenza territ..."
N: "è una cosa scandalosa"
io: "cosa?"
N: "scriverò a Diana"
io: "a chi?"
N: "a Diana, la rivista di caccia. Non possono trattenersi i soldi dell'iscrizione in caso di loro rifiuto d'iscrizione!"
Un deserto di neve e la luna piena: le Piccole Dolomiti

Domani è notte di luna piena.
E' tradizione dalle mie parti - nei weekend invernali - salire a Pian delle Fugazze (1100) verso sera/notte e camminare a piedi fino a Campogrosso (1400).
Un'ora e mezza di cammino in salita, sette gradi sotto lo zero in un deserto di 1,5 m di neve illuminato a giorno dalla luna.
Ieri sera il sentiero era affollato: gruppi di giovani, compagnie di famiglie, anziani esperti di montagne.
Difficile trovare le parole.
Sono salita dopo aver incontrato l'Ac di San Tomio di Malo, che son proprio bravi: forza ragazze!
Faccio il tifo per il vostro servizio, per il vostro impegno in associazione, per il vostro cammino di vita secondo lo Spirito.
Meglio ne ha scritto Martina sul vostro blog che ha citato Bachelet:
"LA SPERANZA E’ LA VIRTU’ DI CHI NON HA PAURA,
DI CHI VIVE L’ESPERIENZA BELLA DELL’AFFIDARSI A DIO
CHE PER PRIMO CI HA AMATO,
DI CHI NONOSTANTE LA FATICA
NON ABBANDONA MAI IL SERVIZIO INTRAPRESO,
PIUTTOSTO INTENSIFICA LA RICERCA INTERIORE
PER RIMANERE SALDO DOVE E’ STATO CHIAMATO."

"I tuoi denti sono disordinati, quanto le idee che il mondo ha di te.
Spalanchi la bocca per sorridere, gli occhi per parlare. "
Dottor Cirillo, un dottor clown di Belluno
Per le immagini e la musica consiglio questo link (thanks to Luca/Carutapera)
quando il tempo non ha più tempo
come oggi:
uscita di casa alle 7.20, son tornata da 10 minuti,
la posta, un paio di mail e poi a nanna.
In quest'oggi tante cose,
dallo studio legale al centro di tutela legale per immigrati
- di cui sono sempre più innamorata, è inutile negarlo -
fino ai racconti di un giudice in pensione che era giudice tutelare ed era competente per le richieste di autorizzazione per aborti di minorenni senza il consenso dei genitori (e sentire di come fosse difficile per lui, davanti a queste 15enni, di sapere che anche senza la sua autorizzazione in qualche modo avrebbero abortito)
un giorno come oggi vale una vita, per me
about me
io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza
Etty Hillesum, 1943
perché
"artisan de paix"?
sul comodino
Etty Hillesum, Diario 1941-1943
sulla scrivania
Amos Oz, Contro il fanatismo
in borsa
Carretto - Balducci,
La santità della povera gente