Memoria di un giorno
"Io, insomma, come milioni e milioni di persone come me, migliori di me e peggiori di me, mi trovai invischiato in questa guerra in qualità di italiano alleato dei tedeschi, all’inizio, e in qualità di italiano prigioniero dei tedeschi alla fine. Gli anglo-americani nel 1943 mi bombardarono la casa, e nel 1945 mi vennero a liberare dalla prigionìa e mi regalarono del latte condensato e della minestra in scatola.
Per quello che mi riguarda, la storia è tutta qui.
Una banalissima storia nella quale io ho avuto il peso di un guscio di nocciola nell’oceano in tempesta, e dalla quale io esco senza nastrini e senza medaglie ma vittorioso perché, nonostante tutto e tutti, io sono riuscito a passare attraverso questo cataclisma senza odiare nessuno.
Anzi, sono riuscito a ritrovare un prezioso amico: me stesso."
Giovanni Guareschi
Leggi l'intervista ai due figli

Il piccolo zaccheo mi perdonerà se ho preso spunto da una cosa da lui scritta (e da me già citata) per una domanda dell'intervista sulla laicità al prof. Giorgio Campanini.
A me la risposta è piaciuta.
Il pezzo uscirà sul mio giornale diocesano tra una settimana circa.
Allora la posterò, e magari se ne parla.
Sulle elezioni palestinesi: dirò la mia. Intanto non ascoltate Rai 1...
"Guarda che siamo fatti per sognare"
mio fratello P., 14 anni, commentando la remota possibilità che papà vada in Burundi per un mese e che lui l'accompagni, all'altro fratello A., 20 anni, che sorride
Quanti cammelli per questa signora?
Qualche italiano ritorna da viaggi in marocco e tunisia e racconta di arabi che volevano comprargli la moglie per 100 cammeli o poco più. Lo racconta sorridente. Ci crede veramente. Capisce che lo prendono in giro?
Io incontro stranieri in Italia che mi raccontano di chi - per ottenere un permesso di soggiorno - sarebbe disposto a pagare 7 mila euro per sposare un cittadino italiano. Si scende a 5 mila per sposare uno straniero regolare.
Lo raccontano sottovoce, poco sorridenti.
Sposarsi per ottenere un permesso, agognato pezzo di carta che da diritto di vivere: serve per poter lavorare in regola o prender in affitto un monolocale - cose che chi non ha il permesso non può fare.
Costretti a pagare per vendersi.
Ripetevo dentro me, mentre ascoltavo racconti, che si tratterà di italiani che han proprio bisogno di quei soldi (mutui da pagare, licenziati da poco ect.) - me lo ripetevo per convincermi.
Poi mi han raccontato di un italiano che voleva comprarsi un auto nuova da 14 mila euro, ma ne aveva solo 7 mila.
S'è sposato per comprarsi l'auto nuova.
Ogni volta che vedo in tv la pubblicità di un auto "tua-con-14-mila-euro" mi viene in mente.
Nebbia
Nel cammino spirituale, alcuni pezzi di strada sono immersi nella nebbia.
Non vedi davanti a te, neanche le cose più vicine.
Le strade che conoscevi con certezza non le riconosci più.
La preghiera, soprattutto...ti sembra sempre di non arrivare mai.
Ti senti soprattutto sola.
Ed anche se non lo sei, perché affianco a te ci sono persone che ti vogliono bene, tu non riesci a vederle.
Quando c'è nebbia, si dovrebbe aspettare che scompaia, proseguire il cammino è sempre un'imprudenza.
Ma a volte è necessaria.
Nei prossimi mesi uscirà in tv la fiction "Cantieri di mafia".
Ve lo consiglio vivamente.
Racconta la storia vera di un uomo e la sua famiglia che ha scelto di non tacere di fronte a quello che in molti sapevano sulle attività mafiose.
Per sicurezza ha dovuto lasciare la sua città e vivere sotto copertura.
Terribile assurdo della vita di un uomo che decide di non tacere, nonostante il pericolo per sé e la propria famiglia; poi si trova in un'altra città più a nord e la sua sicurezza è quella stessa indifferenza contro cui ha lottato.
Lo scorso lunedì sera una testimonianza ed incontro sulla Terra Santa, insieme a Penuel (lettore di questo blog) e la sua ragazza. C'è sempre un po' di nostalgia a parlarne, vero? (c'è anche un segnalibro che ne parla proprio oggi!)
La cosa più bella? Dopo 1 minuto e 30 secondi, la vecchina in prima fila si addormenta. Giuro, è la prima volta che qualcuno si addormenta così velocemente mentre parlo. Battuto ogni record!
Mi son resa conto però che anche la sottoscritta è parecchio stanca: come si può dire druidi invece di drusi?
Eppure posso assicurare di non aver guardato la spada nella roccia questo Natale.
Urge un po' di riposo. No, non parlatemi di vacanze, che qui si è sempre lavorato!
Prossimo appuntamento: il 19 marzo parlerò ad una cinquantina di pellegrini in partenza per la Terra Santa: un'oretta di storia del conflitto, dizionario dei termini (arabo, mussulmano, palestinese, ebreo, israeliano, ect.ect.). Mi è stato chiesto di dire che non c'è alcun pericolo ad andare in TS. Eh, eh, vedrò di tranquillizzarli...in maniera soporifera!
Il mio scrittore israeliano preferito è Amos Oz.
Soprattutto "La scatola nera" (per un'analisi sociopolitica del romanzo), ma anche "Contro il fanatismo".
Radio 3 ha intervistato Elena Loewenthal (puntata del 12/04), sua traduttrice, in un ciclio di interviste a vari traduttori, "una specie di follia" (Scaricabile qui)
"quando traduco ascolto musica, e quando traduco Amos Oz ascolto Bach"
SMS in vista della notte ricevuti oggi

"abbiamo ricevuto il suo curriculum ed è stata selezionata tra molte, per aspetto, abbigliamento e presenza. Passi per il 5 per il ritiro della scopa, è assunta!"
"A.B.I. Associazione Befane Italiane. La preghiamo gentile Socia, di rinnovare entro il 6 gennaio la sua tessera annuale. Avrà diritto gratuitamente a 2 buoni barba, baffi, coscie presso la sua estetista, al bollino blu per la sua scopa e a un vero macho per 30 secondi...BEFANA è bello, ricordalo..."
Viaggidaquilone è lieta di augurarvi
buoni viaggi-duemilasei

Dove ho trovato ques'immagine? è una foto che ho scattato a Lyon (settembre 2002).
In questa romantica città francese c'è la tradizione dei murs peints ovvero hanno dipinto a tema non so più quanti muri di case. Un esempio dinamico è questo qui, ma potete trovare una buona raccolta anche qui.
Il mio preferito era il mur des lyonnais, ovvero il muro il cui soggetto era i personaggi famosi nati a Lyon e che si affacciavano ognuno da una finestra diversa. Finestre che viste dal vero sembravano vere, soprattutto quelle in alto!
about me
io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza
Etty Hillesum, 1943
perché
"artisan de paix"?
sul comodino
Etty Hillesum, Diario 1941-1943
sulla scrivania
Amos Oz, Contro il fanatismo
in borsa
Carretto - Balducci,
La santità della povera gente