L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità
Referendum: che ne sarà di noi?
Giorni decivisi questi per il futuro. Non parlo del prossimo giugno (ne parlerò un'altra volta), parlo dell'Europa: domani referendum sulla costituzione europea in Francia, la settimana prossima in Olanda (la Germania l'ha ratificata in questi giorni). Mentre per Italia e Portogallo si profilano procedure sul piano economico. Mentre la Turchia sta cambiando il proprio codice penale (via Le Monde: sui giornali italiani non ho trovato tal notizia). Mentre c'è stato l'Eurofestival, ma noi non sappiamo neanche che sia.
Mi chiedo se, ad un anno da tutte le cerimonie sull'allargamento, della nostra Europa ci interessi qualcosa, se ne capiamo l'importanza nel bene e nel male.
A proposito di Le Monde: il giornale francese ha ogni giorno una o due pagine interamente dedicate all'Europa, oltre a quelle dedicate ad uno sguardo internazionale. C'è qualche giornale italiano che fa altrettanto? Se qualcuno ne conosce, mi faccia sapere.
Una parola cui appartenere
Ho trovato un dizionario etimologico on line ed ho inserito una parola cui sono affezionata:

Poi si possono fare anche cose divertenti: clicca qui
Ireneos destituito da patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme
C'è una particolarità nei greco-ortodossi in Terra Santa: la divisione tra il "clero alto" e "clero basso". Ovvero tra i pope che vengono dall'estero e che vanno ad avere le cariche più importanti, mentre i pope locali non hanno proprio cariche. Non è detto poi che chi viene da fuori sappia la lingua. Potete immaginare il distacco che si crea tra clero e laici (come avere un vescovo che non parla italiano...).
Ora, lo scandalo per cui Ireneos è stato destituito va avanti da diversi mesi: son cose che fanno male alla Chiesa e alle Chiese tutte, queste.
A latere: non riuscii ad incontrarlo lo scorso novembre. Ottenni il cellulare del segretario, ma non riuscii a trovare un momento libero per poterlo incontrare. Però ricordo la gentilezza di chi stava in portineria: quel giorno pioveva ed io ero parecchio bagnata.
Ho vissuto un anno in Francia e potrei confermare: che tutto, veramente tutto, va tradotto in francese.
Ricordo che usavo i pc "a memoria" nel senso che andavo dove pensavo fosse la funzione che mi serviva (per una volta: w i programmi microsoft). Ad esempio file era fiche/document (ricordo che la mia amica canadese di lingua inglese si sforzava di tradurmi tutto in francese, ed io non capivo, poi mi diceva "file" ed io "ah! ma bastava dirlo...")
Però anche i francesi riconoscono che le novità della Commission générale de terminologie et de néologie sfiorano il ridicolo
. Wi-Fi diventa "ASFL" (Accès Sans Fil à L'internet)
. Hotspot Wi-Fi diventa "Zone ASFL"
. Spammeur diventa "Arroseur"
. MMS diventa "Message multimédia"
. Blog diventa "Bloc-notes", abbreviato in "Bloc"
Chi mastica un po' di francese guardi cosa dice nanoblog: "du néologisme à la bêtise"
La strada stretta della pace

io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza
Etty Hillesum, 1943
perché
"artisan de paix"?
questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole
leggi i racconti dalla Terra Santa
guarda le foto
"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)
Etty Hillesum, Diario 1941-1943
Amos Oz, Contro il fanatismo
Carretto - Balducci,
La santità della povera gente
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