L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità
Ormai il mio corso di arabo è quasi finito. Ho imparato a leggere e a scrivere, come in prima elementare; qualche regoletta, qualche domanda... ma credo che se dovessi ordinare un kebab, lo farei a gesti...mi riesce meglio.

Trenta giorni fa, dalla camera dei miei fratelli era così...

La Parola che ci mette in piedi
Dovrei credere che Dio non esiste?
Dovrei credere che tutto passa e nulla resta?
Dovrei credere che non esiste ragione né speranza
che valga la pena di morire fino in fondo?
Mi spiace, non ne sono capace.
Vivere per davvero
sperare per passione
credere per dono
Altro più non so.
E su questa strada mi metto in cammino
Poi alzo lo sguardo verso l’Alto
un sorriso,
e via – fino a Gerusalemme
Conversione
Era da un po' che me lo ripetevo,
che era il caso di convertirsi in questo tempo di quaresima.
Ecco, alla fine l'ho fatto: sono passata a Mozilla - Firefox.
Qui per scaricarlo, gratis s'intende.
Se non capite perché scegliere Firefox invece di Explorer leggete 101 motivi sul perché.
Il mio motivo?
Beh, spero di star alla larga da dialer, spie e affini per un po'.
Attivissimo queste cose le spiega bene.
già, lo so, qualcuno mi dirà che dovrei passare a Linux, ma son pigra, io...
Upload: caro sig. Splinder, grazie della marea di maquillage che ti fai ultimamente.
Ora mi son sistemata i tags (ex" categorie"): non mi piacciono molto, ma tant'è. Tu però ora non cambiare tutto di nuovo.
Il coraggio, non la forza

Chiedo il coraggio, non la forza
il coraggio di ascoltare, il coraggio di noncapire,
il coraggio di camminare
fino al limite di tutta la luce che abbiamo.
Chiedo il coraggio, non la forza
di non chiudere gli occhi di fronte al mondo
di non abbassarli e neanche di alzarli
Chiedo il coraggio, non la forza
che arrivata poi al limite di tutta la luce che abbiamo
il coraggio di far un passo in più
"E poi
quando arriva la Notte
mi alzo
e porto a Lui
ogni pensiero"
Idee per un libro ancora da pensare
(l'Albero della Pace nella piazza di Betlemme, intrappolato)
titolo: A cavalcioni sul muro
cuore: una volta i giovani parlavano di abbattere i muri,
io invece ho provato a sedermi a cavalcioni:
perché sono debole
perché si vede da entrambe le parti
perché non ho paura di cadere.
Anche se mi farà male.
Aggiunta.
Esisterà pur sempre un pezzetto di cielo:
tranne quando nevica come oggi,
che vien da prendersi a pupazzate.
Si deve essere capaci di vivere
anche senza niente.
Esisterà pur sempre un pezzetto
di cielo da poter guardare.
Etty Hillesum

Gli occhi di bambino, child eyes direbbe il mio amico Filomeno (cd stupendo che consiglio a tutti), guardano il mondo. Che cosa vedono?
Cliccate sulla mappa della fame
io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza
Etty Hillesum, 1943
perché
"artisan de paix"?
questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole
leggi i racconti dalla Terra Santa
guarda le foto
"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)
Etty Hillesum, Diario 1941-1943
Amos Oz, Contro il fanatismo
Carretto - Balducci,
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