artisan de paix

L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità

martedì, 30 novembre 2004

CASO PRATICO
(ogni riferimento NON è puramente casuale)

Problema: vi trovate a Betlemme, ospiti di una gentile famigliola (mamma, papà e 4 figli), che non è che navighi nell'oro. Diciamo che arriva a fine mese, ma non è facile, visto che il papà è stato licenziato dalla banca israeliana perché è palestinese ed anche il pezzo di terra con gli ulivi è stato requisito per costruire un muro di 8 metri.
Ecco, la famiglia in questione si fa in 4 per voi, ma soprattutto cucina araba tipica!
Poi però succede che vi chiede se volete prender il caffé e vi tira fuori la confezione Nescaffé.
Scandalo! Voi che in Italia bevete solo EquoSolidale, che fate?

a) bevi e taci
b) incominci a spiegare tutta la storia del commercio EquoSolidale, le botteghe e il boicottaggio
c) altro (specificare)

Lasciate le vostre risposte nei commenti!
(soprattutto, gradirei sapere da un tal missionario comboniano che sta a Padova che cosa ne pensa... una tua gimmina ha fatto la spia e mi ha detto che leggi...)

Postato da: etty a 14:57 | link | commenti (9)
israelepalestina, miaterrasanta

lunedì, 29 novembre 2004

“Ho scritto che mi sono confrontata con il dolore dell'umanità
(questi paroloni mi fanno ancora paura),
ma non è del tutto esatto.
Mi sento piuttosto come un piccolo campo di battaglia
su cui si combattono i problemi,
o almeno alcuni problemi del nostro tempo.
L'unica cosa che si può fare
è offrirsi umilmente come campo di battaglia.
Quei problemi devono pur trovare ospitalità
da qualche parte,
trovare un luogo in cui possano combattere e placarsi,
e noi, poveri piccoli uomini,
noi dobbiamo aprir loro il nostro spazio interiore,
senza sfuggire."

Etty Hillesum, giugno 1941

Postato da: etty a 10:43 | link | commenti (2)
piccolipensieri, miaterrasanta

venerdì, 26 novembre 2004

In volo

Sono in volo di ritorno in Italia, o meglio: sono a Roma e aspetto il mio volo verso casa e ho trovato una connessione free a Fiumicino... fantastico, no? E così vi assillo per ingannare l'attesa.
Che dire? Quali parole scegliere per descrivere questi 10 giorni a Gerusalemme? o il mese pellegrina tra la Galilea, Betlemme e Gerusalemme? Non le trovo

Le ho cercate - le parole dico - mentre scendevo dalla Porta di Damasco stamattina, saltellando tra le pozzanghere, cercando nei volti e negli occhi l'anima di una città dal nome di Pace, per poi arrivare alla via Dolorosa e lasciarsi condurre dalla strada, solo dalla strada, ed arrivare infine ad uno slargo girando a destra. Una piccola porta, una chiesa vuota, salire le scale del Santo Sepolcro e arrivare allo Stabat e al luogo della Crocefissione. E poi riscendere fino al Sepolcro e trovarlo vuoto.

Lui non è lì.
Torno a casa, a ritrovarLo nelle persone che incontro.

a presto,
promesso

Postato da: etty a 20:32 | link | commenti (4)
miaterrasanta

martedì, 23 novembre 2004

La mia giornata tipo

Quasi ogni mattina arrivo al Damasco Gate e cerco di prendere un taxi. Dico la mia destinazione, i tassisti si consultano tra loro su dov'e' 'sto posto che chiedo, poi uno dice "ok, come on". Una mattina hanno pure litigato per chi dovesse accompagnarmi!

Poi arrivo al mio appuntamento, mi presento, presento la mia tesi di laurea, il piano generale, l'idea centrale ect ect. Sto riscontrando una consuetudine nelle risposte:
- prima mi viene detto che e' troppo vasta
- poi il personaggio si mette a parlare per una trentina di minuti partendo (se sono fortunata) dall'Impero Ottomano
- dopo i 30 minuti, mi chiede "ma lei da che momento storico vuole partire?"
- a questo punto si innesta la storia della loro vita (e' un passaggio oscuro tra il punto precedente e questo)
- mi dice che secondo lui dovrei farla su X argomento (e qui il piu' originale e' stato il Nunzio: mi ha consigliato i samaritani, perche' sono solo 600 e "sa, stanno cercando di mettere su un web site, se vuole aiutarli")
- si conclude SEMPRE con "pero' le consiglierei di contattare anche queste due altre persone..." e ti danno due numeri di cellulare

Considerando che ho una quindicina di appuntamenti in sette giorni e che ognuno mi da' due numeri di telefono... fanno 30 nuovi contatti, che ovviamente non ho il tempo di  incontrare!
Conclusione? Sto pensando che dovrei scrivere una "Rubrica di laurea"!

Ancora pochi giorni, e torno in Italia... chissa' che riesca a scrivere qualcosa sull'anima di questa citta': Gerusalemme.
(perche' ogni citta' ha un'anima, bisogna provare ad ascoltarla)

Postato da: etty a 13:07 | link | commenti (2)
miaterrasanta

giovedì, 18 novembre 2004

Old City - la Citta' Vecchia

Camminare per il quartiere cristiano, poi arrivare alla Torre di Davide ed entrare al centro informazioni ebraiche, sfiorare il quartiere ebraico e attraversare il suk fino al muro del pianto, dare un'occhiata alle moschee e ritornare per il quartiere arabo fino alla Porta di Damasco. Il pluralismo ti salta agli occhi, ti interroga la mente, lo senti negli odori - dall'incenso alla menta - nei colori, nei carretti che incontri in salita e in discesa pieni di frutta e sul punto di cadere, nelle barbe degli arabi e in quelle degli ebrei ortodossi, nei copricapi... Continuerei a girare all'infinito per questi vicoli.

Ps Il primo che in questo viaggio mi chiede se sono italiana vince un premio. Mi chiedono se sono ebrea, se sono araba (beh, una volta), inglese, francese, russa, polacca... italy please, ci tengo!

Postato da: etty a 14:45 | link | commenti (1)
israelepalestina, miaterrasanta

mercoledì, 17 novembre 2004

Jerusalem!

E cosi' finalmente sono arrivata!
Dopo una settimana a Betlemme in una splendida famiglia, salutare un'altra volta tutti e' stato difficile.
Che dirsi? Ci vediamo in Italia? Ci vediamo qui la prossima volta? Sono due settimane che sono qui, e due settimane che mi chiedono quando torno la prossima volta...e poi sapere che sono a 30 minuti di macchina, e loro non possono venire qui. Provo a portar tutti con me.

Sono a Jerusalem Est. Un po' difficile da spiegare ora. Cmq vi basti che sono in un collegio di una casa tedesca tenuto da suore austriache e che ho cenato (alle 1830 locali!) con 4 coreani...aiuto!
Sono in un'ala di 'sto immenso collegio da sola, il resto degli ospiti (tedeschi e coreani) sono da un'altra parte... avessi un pallone, potrei giocare a calcio in corridoio, talmente e' grande!

Ok, vado a... nanna?! Beh, piu' o meno. Diciamo che "mi ritiro nelle mie stanze", da domattina alle 7 comincia l'avventura a Jerusalem!

Postato da: etty a 18:38 | link | commenti (1)
israelepalestina, miaterrasanta

Sguardi

Ci siamo guardate. Che altro potevamo fare?
Entrambe a prendere un frozen yogurth in un angolo di Bethelem.
Le nostre vite appoggiate li' , per un attimo.
Ci siamo guardate.
Io con i miei capelli castano chiaro e lisci a spaghetti, sciolti
sulle spalle senza nessun pudore, e i pantaloni a vita bassa.
Lei con il suo velo a raccogliere i capelli, il viso chiaro e gli
occhi scuri come i suoi vestiti.
Io con un gruppo di ragazze cristiane, diciannovenni e disinvolte.
Lei, ventenne come me, dietro al marito che ne controllava i passi.

Ci siamo guardate.
Uno scambio di sguardi a dire l'infinito che c'e' tra di noi, a dirci
che la nostra cultura, la nostra educazione, la nostra provenienza
geografica ci fa diverse.
Ma uno stesso sguardo per dirci la nostra umanita'.
Nessun sorriso, solo lo stupore di contemplare l'altro.
Potremo un giorno arrivare a parlarci?

Postato da: etty a 18:15 | link | commenti (1)
israelepalestina, miaterrasanta

martedì, 16 novembre 2004

FAQ

La domanda che qui mi viene fatta piu' spesso e' "why you are italian and you speak english...?". Abbiamo proprio una brutta reputazione in giro!
Ma c'e' di piu' sono stata scambiata per araba tra gli arabi in Galilea, e per ebrea da un gruppo di donne ebree ad Haifa... finche' non e' il contrario va bene, ma ho deciso di portar un bel medaglione con la croce di Gerusalemme per le strade di Gerusalemme, cosi' si capisce subito che sono europea (i miei capelli) e cristiana.

Postato da: etty a 21:17 | link | commenti
miaterrasanta

Confusioni linguistiche

Ci sono giorni che in testa non so piu' che lingua ho... magari passi dall'inglese al francese e poi torno indietro all'inglese e comincio a mescolare le lingue - oggi traducevo dal francese all'inglese tra la guida al Carmelo e l'amica palestinese che mi accompagnava... e poi c'e' l'arabo che a volte inspiegabilmente capisco. O forse credo di capire, cosi' rispondo a tono, rischiando crisi diplomatiche internazionali.
Il momento piu' divertente: la soap opera egiziana delle 20.30... eh, eh, lei ama lui - lui ama lei - ma le famiglie non vogliono. Qui tutta la famigliola incollata alla tv e io pure che non capisco nulla!
Poi ci sono le "chiacchierate" con il ragazzino di 13 anni che ieri mi ha accompagnato ad un appuntamento e ha aspettato paziente che finissi. Cosi' poi l'ho corrotto e ho detto "I want to buy a cake". Abbiamo girato su e giu' per le solite stradine vecchie fino ad arrivare ad una splendida pasticceria. Torta ordinata e pagata per il giorno dopo (cioe' oggi), ho chiesto al ragazzo di mantenere il segreto, doveva esser una sorpresa. Lui si e' impegnato a venir a prendere la torta. Solo che poi stamattina qui a casa non c'era, ed io a chiedere dov'e'! "e' dal nonno oggi" Cavoli, e la torta? che faccio? Poi, a sorpresa, e' arrivato, di corsa e sudato, con la torta in un sacchetto... stasera si festeggia!

Postato da: etty a 21:16 | link | commenti
miaterrasanta

Vedi alla voce contraddizioni

Mi avevano detto che questa e' la terra delle contraddizioni, ed e' proprio cosi'!
Da un lato una sicurezza esasperata. I miei amici in Galilea mi avevano chiesto come erano i controlli qui all'aereoporto di Milano, la mia riposta e' stata "come entrare in un supermarket a Tel Aviv". Beh, si sono un po' offesi...
Dall'altro lato qui le persone sono disponibilissime, cominciano a parlare e ti raccontano (o si sfogano?) un sacco di cose. Come ieri Tony, all'AC di Bethelem, cui ho chiesto in pratica tutta la vita...
Mi sa che sono stata un po' invadente!

Postato da: etty a 21:14 | link | commenti
miaterrasanta

 

about me

io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza

Etty Hillesum, 1943

perché
"artisan de paix"?

storia del mio viaggio in Terra Santa

questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole

leggi i racconti dalla Terra Santa

guarda le foto

"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)

sul comodino

Etty Hillesum, Diario 1941-1943

sulla scrivania

Amos Oz, Contro il fanatismo

in borsa

Carretto - Balducci,
La santità della povera gente

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