L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità
E poi improvvisamente l'ultimo cliente esce, si pulisce tutto, si chiudono i balconi alle finestre. Si chiude l'albergo, 3 mesi e mezzo di lavoro.
Tra due giorni torno a casa.
Quasi una paura d'amare
Provo a spiegarmi così il mistero della Pasqua: quasi una paura d'amare.
Come stamattina che avrei voluto che la lunga fila verso la Comunione fosse più lunga, più lenta.
Come quando ricevi un dono (un'amicizia, una sorpresa od un talento), si ha quasi paura a riconoscerlo.
Come quando ami una persona, hai paura di rimanere delusa, ferita, non ricambiata. Paura d'amare, paura di essere felice, paura che la vita ti sorrida.
Paura che Qualcuno ti ami.
Buona Pasqua

Domattina partono gli ultimi clienti della Rep. Ceca. Ho calcolato che 7 settimane a 90 cechi più l'ottava settimana con una trentina, fanno più di mille cechi. Su una popolazione di 10 milioni di abitanti, son un piccolo ma significativo campione.
Il cliente ceco ha il vantaggio di non chiedere mai niente, di farsi i fatti suoi. Esce alle 8 di mattina e torna alle 18. Come non averlo. Il cliente italiano invece vuol esser coccolato, è tendenzialmente pigro al mattino e arriva in ritardo a cena.
I lati negativi del cliente ceco sono l'uso delle cose. Le persone più anziane, soprattutto, hanno poca cura delle cose, siano le porte di ingresso lasciate aperte, i muri delle stanze rovinate, le manopoline regolatrici dei termosifoni sparite.
Noi italiani siamo sicuramente più puliti (almeno una doccia al giorno, tornati dalla piste di sci) e c'è maggior cura delle stanze. Ed in vacanza vogliamo spendere: se la vacanza costa 100, ne spendiamo almeno altri 100 tra bar, ristorante ed extra varie.
Succede quindi che sebbene gli stipendi medi in Rep. Ceca siano più bassi dei nostri (un operaio prende sui 400-500 euro, un impiegato sugli 800), loro stiano letteralmente prendendo d'assalto le Dolomiti in questi anni. Non spendono un euro, anche quelli che economicamente stanno bene, si portano tutto da casa (pane, salame, casse di birra, frutta...).
Noi italiani non facciamo più settimane bianche, al massimo andiamo in montagna qualche week-end. Da un lato le difficoltà economiche di molti, dall'altro perché mete low coast fanno una concorrenza spietata.
Il mio lavapiatti di sera porta il pane vecchio ai caprioli che scendono dal bosco qui davanti. E' tempo di parti, nei prossimi giorni forse si vedranno i piccolini.
Figli

Questo pomeriggio ho corso a perdifiato per questa discesa, senza aver paura di farmi male. Mi sembrava di volare.
Ora vivo qui, nell'albergo verde di Penia ed ho scelto di viverci più dei 3 mesi inizialmente concordati. Due anni? Chi lo sa.
Ho 28 anni, qualcuno già mi dirà che sbaglio a rintanarmi in fondo ad una valle. Ma basta alzare lo sguardo fino alla punta del Piccolo Vernel. Oppure bussare di porta in porta per chiedere aiuto alle signore del paese come venerdì scorso.
Correvo perché come al solito in ritardo, appuntamento da un vicino. Coppia matura che gestisce il proprio piccolo hotel: "venerdì torna nostro figlio, 25 anni, e dovrà dirci cosa vuole fare, se gli interessa continuare qui oppure no"
Una vita di sacrifici per costruire tutto, negli occhi dei genitori amore e preoccupazione.
Amo ascoltare le storie delle persone di paese, le raccolgo tra un caffé ed un altro
Vita da direttrice su ghiaccio
Visita dell'elettricista capo (EC) con progettista capo (PC)
Antefatto: EC è venuto la sera di capodanno a farmi ripartire l'energia elettrica
quando lo vidi, esclamai per la gioia "oh, babbo natale! guarda che sei invitato a cena quando vuoi"
Ieri
io - eh, guarda che ancora a cena non sei venuto
EC - veniamo, veniamo
io - come veniamo? quanti siete? non mi porterai mica tutta la squadra [sottointeso di elettricisti]
PC - sì, la squadra di hockey
io - di hockey?
PC - non sai che è un fan dell'hockey? mi ha pure regalato l'abbonamento
io - ah! sarai mica presidente del fan's club?
PC - no, è presidente della squadra
io - ...
Sabato si va a veder l'hockey, il Fassa è arrivato 2° nella regolar season di serie A
A volte quassù mi pare che la S. Messa sia un lusso.
Arrivare puntuale in Chiesa, ieri addirittura in anticipo di 5 minuti nonostante avessi sbagliato posto.
Ritagliarsi quel tempo, sperare che non succeda niente di urgente la domenica mattina (la sera è impossibile muoversi in queste settimane, con 90 persone a cena).
Non nascondo che la giornata di ieri sia stata difficile: black-out elettrico alle 7.30 di mattina causa 30 bollitori elettrici usati in contemporanea nelle camere.
Non ne sono sicura, ma credo di aver pregato di riuscire ad andare a Messa. Era un desiderio, poi un fiat. E mi sentivo ricca a stare lì, in mezzo a babuske e impellettati, da sola ma non sola.
Fino a quando, prima della fine, un'altra emergenza: 2 caldaie in blocco (cioè tutte). Non si scherza con - 5 gradi sotto zero (particolare tecnico per i miei ingegneri-lettori: il black out elettrico di un'ora ha causato il congelamento del collegamento dalla cisterna di gasolio alle caldaie. Ebbene sì, qui non è ancora arrivato il gas per il il riscaldamento).
Neanche il tempo di una Messa, mi dicevo alle 13 quando tutto finalmente pareva sistemato.
Per fortuna stamattina è passato Ivano a bersi il suo solito caffé. E stamattina per la prima volta mi ha sorriso e mi ha chiamato "signorina".
E' una sicurezza sapere che quando non trovo tempo per Cristo, Lui lo trova per me.
Qualche post si è perso in queste settimane, ma 90 cechi ogni 3 giorni per 7 settimane son impegnativi. Fanno 1260 cechi tra il 25 gennaio ed il 15 marzo.
Inutile dire che non ho imparato il ceco ma mi sforzo di capire come dire le cose.
Perchè comunicare non è una questione linguistica.
Tra gli ospiti ho incontrato un giudice della corte d'appello di Brno, il cantante di questo gruppo, un caporeparto della Marzotto, grossa impresa del Vicentino, in espansione in Rep. Ceca e che a Valdagno sta mettendo tutti in cassa integrazione.
Succede che le famiglie italiane vanno sempre meno in vacanza e la Val di Fassa si riempie di russi, polacchi e cechi. Tra massimo 5 anni mi aspetto i gruppi di turisti rumeni.
Mario Calabresi, Spingendo la notte più in là
Un libro per leggere il clima della fine degli anni sessanta - inizio anni settanta. Per chi come me non riesce a capire la rabbia nelle parole di chi rivendica diritti su quel periodo.
Dopo averlo letto ho aggiunto la moglie del Commissario Calabresi alle persone che vorrei incontrare.
Qui un assaggio, qui le parole in tv dell'autore
USE ONLY FOR EMERGENCY
Sfinita da inseguimenti a cechi (ex Rep. Ceca) che entrano in albergo con gli scarponi nonostante i divieti o che non chiudono le porte di ingresso - ed ancor peggio quelle di emergenza - ho pensato bene di metter un nuovo cartello alle porte di sicurezza usate impropriamente, "use only for emergency", con la foto qui sotto.
Ride bene chi ride ultimo. Spero.
io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza
Etty Hillesum, 1943
perché
"artisan de paix"?
questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole
leggi i racconti dalla Terra Santa
guarda le foto
"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)
Etty Hillesum, Diario 1941-1943
Amos Oz, Contro il fanatismo
Carretto - Balducci,
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