L'urgenza di scrivere e il pudore delle parole: vivere in mezzo a queste due necessità
Di qua e di là dal Giordano
Domani parto per la Giordania, pellegrinaggio fino al 25 aprile.
Poi il 25 aprile il gruppo ritorna in Italia.
Io prenderò un taxi per il ponte di Allenbi ed attraverserò la frontiera con Israele. Cercherò un taxi collettivo fino a Gerusalemme e da lì fino a Betlemme.
Rimarrò nella città del pane ospite della mia amica cristiana palestinese. Riascolterò i sorrisi ed i profumi di una terra di passione.
Gusterò il sapore del pane arabo scaldato sulle pietre a casa Handal.
Rivedrò il Baby Caritas Hospital e tanta altra gente che spende la sua vita per gli altri.
E' passato un anno e mezzo dall'ultimo saluto e mi pare una vita intera.



Non è difficile partire.
Il difficile è restare, rimanere. Costruire pezzo pezzo la propria vita, e poi rabaltarla di nuovo, vederla sciogliersi e ricominciare da capo.
Guardo i tetti pesanti di neve
Tutto il peso è per loro: resistono?
Rendere conto, rendersi conto

Quante volte mi viene detto "ma la Chiesa fa questo, ma la Chiesa fa quello", con l'aggiunta di frasi e parole, a volte corrette, a volte per sentito dire.
Ed io taccio, sempre taccio. Non riesco ad alzare la voce, non riesco a controribattere. Non ne ho voglia. Mi sembra così inutile anche solo dire "non sono d'accordo", alle frasi di chi mi sta di fronte, così certe, così razionali che solo la vita può rispondere. E poi io vorrei parlare della fede tutta intera, delle difficoltà di accettare l'amore di Dio e di viverlo dentro la Chiesa, non di perdersi ogni volta con queste cose su sesso-aborto-eutanasia.
Ma ieri qualcosa ho detto e mi chiedo se sia stato un bene od un male:
lui: "con tutto ciò che di male la Chiesa fa, Dio non esiste"
io: "ma... io direi che con tutto ciò che di male mi hai raccontato della Chiesa, non può che esistere Dio. Altrimenti sarebbe morto tutto da tempo"
Un nuovo inizio
Si ricomincia: a scrivere, a lavorare in Val di Fassa, ad ammirare queste montagne, così belle ma anche così pericolose.
Si ricomincia da dove si è iniziato l'anno scorso, ma con una brutta notizia: lui è morto un paio di settimane fa e mi spiace non poter esser stata qui per poter andare al funerale. Pensavo a lui ieri sera durante la S. Messa, che non mi verrà più a trovare per prendere il caffé, a suonare il campanello la mattina alle 5. Mi mancherà.
Buon Natale
Strani modi di tornare a scrivere
Tra 30 minuti ho appuntamento al convento di clausura delle carmelitane scalze della mia città per un'intervista per conto del giornale diocesano.
Olimpiadi d'alta quota: il chilometro in salita
A volte ti chiedi se uno sa dove ha prenotato la propria vacanza in montagna:
Cliente: "mi scusi, c'è un posto dove andare a correre in piano?"
io: "in che senso in piano?"
C: "in piano, per correre"
io: "per quanti km?"
Festività
- vigilia di Natale: blocco caldaia
- cenone dell'ultimo dell'anno: black-out elettrico
- sera del mio compleanno: vigili del fuoco
- Pasqua: non mi ricordo, ma qualcosa è capitato
- settimana di Ferragosto: ispezione
Tra 2 settimane finisce la mia seconda stagione.
io non voglio
“stare al sicuro”,
voglio esserci,
tra tutti questi cosiddetti ‘nemici’
dovunque io mi trovi
voglio che ci sia un po’ di fratellanza
Etty Hillesum, 1943
perché
"artisan de paix"?
questo blog è nato per raccontare il mio viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa
tra Israele e Palestina per la mia tesi di laurea in diritto internazionale sulle minoranze e il conflitto arabo-israeliano
poi ho continuato a scrivere,
sempre tra l'urgenza e il pudore delle parole
leggi i racconti dalla Terra Santa
guarda le foto
"A cavalcioni del muro"
il mio racconto pubblicato su Avvenire (agosto 2005)
Etty Hillesum, Diario 1941-1943
Amos Oz, Contro il fanatismo
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